Fronte anti Ranghelli: centrosinistra e Pdl litigano sulla mozione di sfiducia

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Centrosinista più compatto che mai a Spoltore e chiede le dimissioni del sindaco Ranghelli.
Per contrastare il primo cittadino si e' costituito un tavolo nel centrosinistra, composto da Pd, Idv, Comunisti italiani, Rifondazione, Lista Civica Spoltore e saranno portate avanti «delle battaglie unitarie».
La prima, quella più grande, quella di portare alle dimissioni il sindaco Franco Ranghelli.
«Puntiamo», spiegano i consiglieri Bruno Biagi, Luciano Di Lorito, Silvana Palumbi e Pina Pagliuca , «ad attivare le procedure per mettere ai voti una mozione di sfiducia ma per avere i numeri necessari si dovrà cercare una convergenza tecnica con il centrodestra».
A Spoltore, infatti, oltre alla minoranza di centrodestra c'è l'opposizione che si e' creata nel centrosinistra, che dovranno necessariamente trovarsi sulla mozione.
«Il tavolo», chiarisce Di Lorito, «ha già elaborato un documento programmatico, sottoscritto dai dirigenti locali, dal quale emerge un giudizio negativo sulla giunta Ranghelli, definita abusiva per le vicende politiche che si sono succedute in Comune, il cui operato viene bocciato su tutti i fronti».
E nel corso della presentazione dell'iniziativa c'erano proprio tutti: l'Italia dei Valori, con Bruno Celupica, coordinatore provinciale e Luciano Di Lorito, consigliere comunale e provinciale; il Partito Democratico, con Antonio Castricone, segretario provinciale e Bruno Biagi, commissario cittadino; Rifondazione Comunista, con il segretario regionale Marco Fars e Pina Pagliuca e i comunisti Italiani, con Fernando Fabbiani e Silvana Palumbi,
«La maggioranza di centrosinistra è stata tradita con rotture pregiudiziali da parte del sindaco Ranghelli e dei suoi sostenitori, cui hanno fatto seguito i successivi accordi con esponenti della destra», ha ribadito il nuovo fronte dell'alleanza anti Ranghelli.
Una posizione di opposizione già espressa nei mesi precedenti e «rafforzata», secondo gli avversari politici «dopo l'apertura della inchiesta promossa dalla Magistratura alcune settimane fa, che ha messo in discussione la credibilità e l'affidabilità dell'attuale governo. Di certo è compito della Magistratura definire le conclusioni cui giungerà l'inchiesta in corso, ma in attesa di tali conclusioni è compito delle forze politiche valutare le conseguenze e le concrete condizioni amministrative che ora incombono sulla Città di Spoltore».
«L'avvento delle inchieste giudiziarie degli ultimi tempi», commenta Massimo Di Felice (Udc), «hanno letteralmente paralizzato il governo della città di Spoltore. Io chiedo che il Sindaco e la sua giunta lavorino se sono in grado di produrre delle iniziative utili alla cittadinanza, altrimenti, se non hanno più la serenità di proseguire, sarebbe il caso di tornare alle urne così da porre fine ad una legislatura tra le più tormentate ed inefficienti che si ricordi a Spoltore».
11/06/2010 14.13

IL PDL INSORGE: «QUELLA MOZIONE ERA NOSTRA

«Quella mozione di sfiducia è nostra», rivendicano oggi il coordinatore Pdl Enio Rosini, il vice Roberto D'Intino e il consigliere Moreno Cascin.
«Il documento era stato predisposto senza sigle partitiche, da oltre un mese e sottoscritta dagli scriventi, dal consigliere Udc e dal consigliere Zampacorta. Seppur sollecitati a più riprese il consigliere Idv e gli altri due del Pd si sono sottratti adducendo non meglio precisati quanti risibili pretesti».
Qualche tempo dopo, però, proprio parte della sinistra ha preso in mano la mozione.
«La norma esige», dicono ancora dal Pdl, «che per la sua presentazione la mozione, al nostro Comune, deve essere firmata da almeno 8 consiglieri. Quando l'avrà il cosiddetto centrosinistra, visto che né rifondazione comunista né i comunisti italiani hanno consiglieri? L'unica azione era (ed è) quella che tutta la opposizione consiliare avesse tempestivamente presentata unitamente la mozione. Evitando inutili proclami giornalistici. Infatti al massimo il centro sinistra potrà raccogliere 4 firme».
«Ignobile», inoltre, secondo il Pdl, fare riferimento a presunti “accordi con la destra” perchè «tutti sanno che la maggioranza d'apolidi e di carneadi che sostiene il sindaco non ha nulla di centro destra, ma è solo attaccamento al potere con conseguente mal governo del Comune, da parte di alcuni che da anni hanno militato nel centrosinistra».
15/06/10 10.59

UDC: «FACCIAMO FRONTE COMUNE»

«A mio avviso», sostiene il consigliere Udc Massimo Di Felice, « sarebbe opportuno aprire un tavolo politico dove riunire tutti i consiglieri orientati alle dimissioni del sindaco Ranghelli, attraverso un documento dove tutti siano pratagonisti».

COCCA (SLE): «QUESTA E' L'UNICA MAGGIORANZA POSSIBILE»

Di tutt'altra idea, vista anche la collocazione che il suo partito di riferimento ha in giunta, Giuseppe Cocca, segretario di Sel di Spoltore che con un suo assessore (Partenza) e un suo consigliere (Cotellucci) fa parte della maggioranza che appoggia l'attuale sindaco.
«Lo appoggia consapevole di una collocazione non proprio in linea con i suoi principi ispiratori», ammette Cocca, «che sono quelli di unire l'intera sinistra. A Spoltore però questo circolo è convinto che l'unita della sinistra passi solo ed unicamente attraverso un rinnovamento non solo di idee quanto anagrafico e ritiene quindi che questa maggioranza, cosi variopinta, sia l'unica possibile». «Con questa maggioranza», continua Cocca, «abbiamo ottenuto ottimi risultati, anche se tanto resta ancora da fare, come la stesura del Piano regolatore che intendiamo portare avanti con la massima trasparenza e partecipazione. Altro discorso è l'ipotesi di future alleanze, che SEL intende fare con l'intera sinistra, a patto che si inizi da subito a liberare idee e proposte da lacci e lacciuoli che da tanto tempo soffocano il dibattito politico nella sinistra».
15/06/10 14.11

«A PERDERCI SONO SOLO I CITTADINI DI SPOLTORE»

«Noi di Spoltore Libera», insiste Tartaglione, «continuiamo a giudicare favorevolmente questa amministrazione con il presidente (Spadaccini), con l'assessore (Santurbano), il consigliere (Della Torre) e io, con lo scopo esclusivamente di dare dignità ad una città martoriata, logorata e distrutta dalla vecchia politica e fortunatamente cacciata da noi ed i nostri attuali alleati, fatta esclusivamente per un benessere ed un ritorno economico (personale). Di tutta questa vicenda esce sconfitta solo la città di Spoltore ed i suoi concittadini», chiude Tartaglione.

18/06/10 15.33