Ex assessore Febo:«i lavori a Chieti? Li abbiamo programmati noi»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Lavori pubblici targati Francesco Ricci e Luigi Febo e spacciati per iniziative dell'amministrazione di centrodestra?


L'ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Chieti non ci sta e convoca una conferenza stampa per rivendicare la paternità (questa volta tocca alla riqualificazione di corso Marrucino) di tutti quei lavori che interessano il Centro storico e «che - ha sottolineato Luigi Febo – il centrodestra non ha votato a suo tempo quando li abbiamo proposti. Ci fa piacere sentire il Sindaco dichiarare che il corso Marrucino, finiti i lavori di riqualificazione, diventerà il salotto di Chieti. Ha però omesso, o meglio ha dimenticato, che questi lavori lui e il centro destra li hanno combattuti».
Secondo l'ex assessore, il sindaco Di Primio e gli altri colleghi dell'allora minoranza e che oggi sono anche assessori in carica «non li hanno votati per presa di opposizione e cioè solo perchè la riqualificazione del Centro Storico, a partire dal corso Marrucino, l'abbiamo pensata, programmata e inserita nei piani triennali dei lavori pubblici noi del centrosinistra da soli. Quindi la nostra non è solo una rivendicazione di partenità, ma il riconoscimento che abbiamo seminato bene ed ora il Centrodestra raccoglie. Vedi ad esempio anche i lavori di Porta Napoli».
Si alza così il tono della polemica politica che già nei giorni scorsi aveva visto l'ex sindaco Ricci rivendicare la paternità del cambio di nome di Piazza San Giustino, celebrato in pompa magna, ma con qualche dimenticanza nell'indicazione prevista dalla legge e che si dovrebbe leggere nel cartello stradale per ricordare che prima la stessa piazza si chiamava Vittorio Emanuele.
Se, come dice l'assessore, l'opposizione è vigile per evitare scippi «una volta fatto proprio il programma di riqualificazione del Centro Storico, ci auguriamo che il Sindaco continui e dia un forte impulso affinché vengano realizzati i lavori della Trinità (già finanziati) e attivate le risorse economiche per i lavori dell'ultimo tratto del Corso, via Spaventa, via Marco Vezio Marcello e via Arcivescovado».
Con una preoccupazione che ricalca quelle che hanno messo in croce l'amministrazione Ricci, le cui chiusure di strade per lavori sono state a lungo contestate, dal colle allo scalo.
«Tornando ai lavori del Corso- conclude Febo - ci aspettiamo che l'attuale amministrazione trovi il modo di non penalizzare i commercianti in un periodo di vendite promozionali imminenti e di maggior afflusso di turisti. I circa tre mesi di lavoro (come recita il cartello) potrebbero mettere a rischio eventi di grande richiamo turistico come Chieti in Strada e la Settimana Mozartiana».
In attesa di conoscere se protesteranno anche le associazioni di categoria che prima scendevano in campo contro ogni lavoro, Febo lancia anche una proposta per i lavori di via Arniense che hanno bloccato laparte alta della città: «invertire il senso di marcia in via Nicola da Guardiagrele e consentire così l'accesso a via Papa Giovanni venendo da piazza Garibaldi. E così arrivare a via Silvino Olivieri passando per piazza Matteotti, via Sant'Eligio e via Valera. La nostra opposizione – conclude Febo - vuole essere precisa, puntuale ed in primo luogo costruttiva».

11/06/2010 8.41