Provincia Chieti, maggioranza assente, salta il consiglio ed è polemica

Alessandro Biancardi

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CHIETI. La settimana è cominciata in maniera movimentata alla Provincia di Chieti.
Il Consiglio è saltato per mancanza di numero legale, la minoranza ha lanciato precise accuse, la maggioranza ha convocato in fretta e furia conferenza stampa e Di Giuseppantonio ha assicurato: «ritardo per motivi personali».

Tutto è cominciato quando la prevista riunione del Consiglio provinciale di Chieti convocata per questa mattina è stata immediatamente annullata per la mancanza di numero legale in aula.
Al momento dell'appello fatto dal presidente Rispoli erano presenti solo 21 consiglieri su 30 dei quali 11 di minoranza e solo 10 di maggioranza.
Subito dopo i consiglieri del centrosinistra hanno abbandonato l'aula facendo venir meno il numero legale.
Subito il centrosinistra è andato all'attacco. «Nemmeno il tempo di spegnere la candelina del primo compleanno e per la “solida” maggioranza arriva il primo ko», hanno commentato i consiglieri del Partito Democratico, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Sinistra e Libertà.
«Quattro consiglieri del centrodestra», racconta ancora la minoranza , «Tonino Marcello (vice presidente del Consiglio), Mario Di Paolo, Fabrizio Montepara e Nicola Mincone - da questa mattina sono saliti sull'Aventino rappresentato, materialmente, dal territorio del Comune di Bucchianico».
Pare reclamino un rimpasto della Giunta da parte del presidente Di Giuseppantonio dal momento che la componente più moderata del centrodestra sarebbe costretta a “subire” le decisioni prese da quelli che il centrosinistra definisce «eminenze grigie che continuano, nei fatti, a gestire l'amministrazione provinciale di Chieti».
Per i consiglieri provinciali d'opposizione quanto accaduto «pone in risalto i danni provocati da parte di chi è convinto di poter gestire un Ente così importante con metodi superati dal tempo e dalla storia. Tutto questo conferma l'immobilismo dell'attuale maggioranza di centro-destra che sta dimostrando, dal suo insediamento, di non avere progettualità e prospettive per il futuro di questo nostro territorio dove la crisi la si avverte in ogni comparto».
Poi a tarda mattinata ci ha pensato il presidente Di Giuseppantonio ha fornire la sua versione.
«Sono giunto in aula consiliare alle 10.35 a causa di un grave problema familiare che richiedeva la mia imprescindibile presenza accanto alle persone a me più care», ha spiegato.
Poco più tardi è stata organizzata in tutta fretta anche una conferenza stampa della maggioranza che ha voluto spiegare l'accaduto.
«Non c'è assolutamente alcun problema di coesione», hanno chiarito i consiglieri, «lo dimostra il fatto che sull'atto più importante di un'amministrazione, il bilancio di previsione, i consiglieri hanno votato tutti compattamente, 19 su 19, il documento proposto dalla maggioranza, solo qualche settimana fa.
«Risultano quindi infondate – hanno assicurato i capigruppo – le illazioni dai rappresentanti del centrosinistra che pur di voler spostare l'attenzione dalle difficoltà dell'amministrazione provinciale causate dalla loro precedente gestione cercano di ipotizzare una poco credibile crisi interna della maggioranza».
E dal centrodestra si rigira la frittata e ci si chiede se l'abbandono dell'aula da parte del centrosinistra «nascondesse la volontà di non avere risposta ad un'interrogazione proposta da un rappresentante del Pd che, facendo un clamoroso autogol, ha posto l'attenzione su un argomento imputabile alla precedente amministrazione che nasconde diversi coni d'ombra. Ci riferiamo all'interrogazione sul sistema di telefonia delle scuole superiori».
Sull'assenza di alcuni consiglieri della maggioranza, è stato spiegato in conferenza stampa, «è stato dovuto principalmente a motivi lavorativi. Gli unici problemi che questa amministrazione continua ad avere sono legati alla difficile situazione finanziaria ereditata dall'ex presidente Tommaso Coletti e compagni vari, che verrà palesata nella sua drammaticità durante la discussione del conto consuntivo 2009. In quell'occasione sì che i rappresentanti del centrosinistra farebbero bene a darsela a gambe levate per la vergogna di ciò che hanno procurato alla Provincia».

31/05/2010 15.09