Ponte del Mare, Del Vecchio (Pd): «riabilitato anche dal centrodestra»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5846

PESCARA. Ponte del Mare rivalutato dal centrodestra? Se lo domanda il consigliere del Pd, Enzo Del Vecchio, uno dei fedelissimi dell'ex sindaco Luciano D'Alfonso prima, durante e dopo l' arresto e le dimissioni.
Se quell'opera, sempre affollata di pescaresi che passeggiano da una sponda all'altra, era per l'ex primo cittadino un ''monumento'' carico di significati, adesso anche Mascia lo piazza costantemente come sfondo per le iniziative più importanti.
Il ponte è stato, infatti, inserito nel logo, confezionato Mirus, per la candidatura di Pescara a città Europea dello Sport.
«Era stato considerato il simbolo inneggiante alla Giunta D'Alfonso e quindi da abbattere», commenta oggi Del Vecchio, «mentre adesso, invece, è l'oggetto del desiderio che tutti vogliono esaltare».
Per il consigliere di minoranza «la geniale intuizione di Luciano D'Alfonso e della sua amministrazione, impegnati a dare alla Città di Pescara una visione alta ed al passo con i tempi e con un profilo internazionale, aveva mandato in brodo di giuggiole una spaurita opposizione - Mascia, Masci, Pastore, Pagano, ecc. - che si inerpicava in una assurda e anacronistica battaglia contro la realizzazione di quest'opera che la vedeva vieppiù impegnata, una volta raggiunti gli
agognati alti scranni istituzionali di Regione, Provincia e Comune - più per le azioni della magistratura ancora tutte da provare che per proprie capacità - ad escogitare ogni diavoleria per abbattere questo simbolo».
Del Vecchio ricorda il «pretestuoso» contenzioso avviato dalla Regione e dall'assessore al Patrimonio Masci - per un presunto sconfinamento e poi per «improbabili ed imprevisti» lavori di manutenzione delle pompe alla sottostante stazione di pompaggio gestita dall'ACA.
Niente però, continua Del Vecchio, sarebbe bastato per ''abbattere'' quell'opera tanto voluta dall'ex primo cittadino e costato circa 6 milioni di euro, gentilmente offerto da 5 benefattori.
Nemmeno, sono sempre le parole del consigliere d'opposizione, «l'assalto della magistratura che ne voleva bloccare la presentazione alla città con azioni di acquisizione di atti ancora in itinere approvativo».
E così l'inaugurazione ci fu: era l'8 dicembre. A Palazzo di Città c'era Luigi Albore Mascia e non D'Alfonso ma il secondo prese comunque parte all'evento.
E lì, secondo Del Vecchio, sarebbe cominciato il «cambio di strategia» dell'attuale sindaco «proponendo l'improponibile trenino che avrebbe dovuto trasportare da una parte all'altra delle sponde del Fiume Pescara quelle folle di invalidi scalatori. Ma come sempre è il popolo ad apporre il sigillo dell'apprezzamento o meno a qualsivoglia opera».
«Ed il giudizio è stato tranciante», chiude Del Vecchio, «le migliaia e migliaia di persone che si riversano oggi in quella parte di Città testimoniano in maniera inequivocabile di come una economia, un turismo ed una nuova socializzazione civica ha assunto quel luogo come meta dei propri desideri».

29/05/2010 10.02