Mafia. Di Stanislao(Idv),«fermare i "giochi" della mafia»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La criminalità organizzata ha un ruolo «assolutamente preminente» nel settore dei giochi e delle scommesse e nell'industria del divertimento.
Gioco d'azzardo e mafia sarebbe un binomio che «influenza senza ombra dubbio l'economia attuale».
Ad affermarlo è l'onorevole Di Stanislao che insiste su un argomento che denuncia da tempo, il dilagare dei giochi legali, illegali ed on line.
E nell'ambito del provvedimento sul piano antimafia mette in evidenza un fenomeno che è in continua crescita.
«Il crimine», afferma il deputato Idv, «è legato al gioco come "serbatoio" per convertire flussi di denaro proveniente da estorsioni, prostituzione e traffico di droga. Il fatturato dell'economia criminale è, nel suo complesso, di 175 miliardi di euro circa. Il volume del gioco clandestino e delle scommesse illegali si attesterebbe intorno ai 23 miliardi di euro, che in termini percentuali rappresentano il 13,1% dell'intero fatturato dell'economia criminale, questo significa che se si dovessero considerare entrambi i mercati, quello legale e quello sommerso, ci si troverebbe di fronte ad un giro d'affari di 80 miliardi di euro l'anno, che corrispondono a circa il 5,1% del Pil nominale atteso per il 2010. E non è più un problema solo del sud».
Di Stanislao ha presentato un ordine del giorno che impegna il Governo ad «avviare un'efficace cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti e interessati al fine di contrastare il fenomeno del gioco illegale e delle operazioni mafiose ad esso collegate» e ad avviare un maggiore controllo del web che continua a essere terreno fertile per derive clandestine con un censimento più radicato di siti da sottoporre ad inibizione che risulta essere un valido strumento di contrasto all'offerta di gioco illegale.

27/05/2010 11.57