Nucleare, per Chieti «una grande opportunità». Pd all'attacco

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il segretario Paolucci e il consigliere Caramanico: «La Regione si è rifiutata di dire “no” quando era chiamata a farlo. Nucleare incompatibile con nostra idea di sviluppo»



«La Regione si è rifiutata persino di mettere in discussione la risoluzione che avrebbe consentito all'Abruzzo di opporsi al nucleare nel momento in cui i tempi lo consentivano. Oggi le rassicurazioni di Chiodi sono solo un paravento».
Lo denunciano il segretario del Pd abruzzese Silvio Paolucci e il consigliere regionale Franco Caramanico.
Il Pd aveva presentato una risoluzione che avrebbe consentito all'Abruzzo di mettersi al riparo, così come altre Regioni, dal rischio di ospitare centrali «ma il centrodestra», dicono Paolucci e Caramanico, «ha fatto di tutto perché scadessero i termini per opporsi all'atto con cui il governo ha imposto il ritorno al nucleare: e non va dimenticato che parliamo di una “terza generazione” di nucleare già superata e molto pericolosa. Occorre alzare la voce e opporsi anche a ipotesi di centrali nucleari nelle regioni limitrofe, perché il rischio certo non conosce i confini delle Regioni».
Per questo il Pd rilancia e chiede un grande piano di investimenti per le energie rinnovabili: «una occasione di crescita e occupazione che non va persa: l'immobilismo e l'ambiguità di questa giunta rischiano di fare male all'Abruzzo. Per noi il futuro è decisamente altro rispetto al nucleare».
Non va meglio a Chieti: nei giorni scorsi era stato presentato dall'opposizione in consiglio comunale un ordine del giorno per tutelare il territorio da un possibile insediamento per la produzione e lo stoccaggio di energia nucleare.
«Su una questione così rilevante», ha commentato il capogruppo della Federazione della Sinistra al Comune di Chieti Riccardo Di Gregorio, «la maggioranza di centrodestra ha dimostrato non solo di non essere a conoscenza dell'argomento (pochi sono stati gli interventi) ma di fare una gran confusione, vedi l'intervento del senatore Fabrizio Di Stefano che rivendica, in nome della tutela e della valorizzazione del territorio teatino, di essere il primo a voler fare dietro-front sul Centro-Oli per poi benedire, dall'alto della sua carica (a difesa del Governo Berlusconi), l'ordine del giorno del capogruppo Pdl Vincenzo Ginefra che risulta essere apertamente favorevole all'insediamento nucleare».
Per Ginefra, infatti, il nucleare va considerata come «una grande opportunità in termini di sviluppo, investimento, lavoro, occupazione, valorizzazione del territorio, riduzione dei costi energetici e miglioramento ambientale della città di Chieti e dell'intero territorio della provincia teatina».
«Venerdì 28 maggio», annuncia Di Gregorio, «quando verrà in discussione l'ordine del giorno da loro proposto, si troveranno davanti un muro di cittadini pronti a dare battaglia sull'argomento».

24/05/2010 11.01