Legge Urbanistica, Pagano: «in dirittura d'arrivo». Acerbo (Prc): «imprudente»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Entro l’estate la nuova Legge Urbanistica regionale sarà portata in Aula per essere approvata.


Lo ha annunciato ieri il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, intervenuto al convegno internazionale “Verso una progettazione sostenibile delle città” organizzato dall'Università “G. d'Annunzio” Chieti-Pescara.
«Dopo i lavori in commissione», ha spiegato il presidente, «il testo proposto dalla giunta è pronto per essere discusso in Consiglio regionale».
Aggiustamenti da fare ce ne sarebbero ancora e Pagano avrebbe assicurato il suo contributo per la causa: «per migliorare la norma», ha annunciato, «mi farò carico di inserirvi i principi legati alla sostenibilità affinché essa sia in linea anche con le esperienze europee. È infatti sempre più evidente come in ogni scelta di trasformazione o gestione urbana, il legame con le risorse ambientali appaia inseparabile».
Ma la notizia ha scaldato subito gli animi. Il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, ha chiesto al presidente di «non rilasciare dichiarazioni imprudenti. Prima di assumere impegni per un celere approdo in aula dovrebbe forse raccogliere qualche informazione in più».
Così Acerbo prova a ricostruire tutto l'iter: «la proposta di legge, nata con Desiati, riproposta da Caramanico e ritornata alla carica con Chiodi ha ricevuto un autentico coro di disapprovazione che ha visto all'unisono esprimersi criticamente non solo Rifondazione ma anche associazioni ambientaliste, urbanisti di fama nazionale, professionisti e persino avvocati autorevoli come Marcello Russo».
Per Acerbo, infatti, il testo non avrebbe nulla a che fare con la sostenibilità «come hanno denunciato in un convegno nazionale organizzato mesi fa all'Aquila da Italia Nostra alcuni tra i maggiori esperti a livello nazionale».
In quel convegno il testo proposto dalla giunta è stato definito «la peggiore legge urbanistica» proposta in Italia.
«Si tratta, tra l'altro», continua Acerbo, «di un testo farragginoso e inutilmente complicato che metterebbe in seria difficoltà gli stessi comuni. Probabilmente Pagano non ha seguito il dibattito che ha visto esprimersi per una radicale riscrittura lo stesso vicepresidente del Consiglio Regionale Giorgio De Matteis».


14/05/2010 9.30