Catone ed i suoi contro Mascia e propone al Parlamento ancora Sabatino Aracu

Alessandro Biancardi

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Catone ed i suoi contro Mascia e propone al Parlamento ancora Sabatino Aracu
ABRUZZO. Se a Montesilvano il centrodestra non gode di ottima salute, a Pescara non va meglio. Da mesi si assiste ad un braccio di ferro anche palese ed ormai non più smentibile.
Democrazia per l'Autonomia è così sempre più critica verso la maggioranza di governo a Palazzo di Città e soprattutto verso il sindaco Luigi Albore Mascia.
Così alza il tiro e si getta a testa bassa contro il resto della sua stessa maggioranza. Accordi non mantenuti e prezzi al rialzo sarebbero alla base del malcontento dei consiglieri dissidenti.
In una conferenza stampa i 'ribelli' Marinucci, Caroli e Lerri (affiancati dall'Onorevole Giampiero Catone) hanno chiarito i motivi che hanno portato all'uscita dal Pdl.
«Quello che è accaduto negli ultimi mesi è incredibile. Il Popolo della Libertà», ha detto il consigliere Nico Lerri , «é diventato il Popolo della Dittatura. Nella maggioranza non c'é ormai più confronto. Dopo esserci astenuti dal voto del bilancio, siamo stati fatti oggetto di un attacco senza precedenti. Siamo stati dipinti come traditori, ma se c'é qualcuno che non ha rispettato i patti quelli non siamo certo noi».
Il consigliere Adele Caroli ha puntato l'indice sulla sua vicenda personale: «mesi fa avevamo chiesto l'assessorato che mi spettava di diritto in base alle quote rosa, ma il sindaco stravolse il comma 4 dell'art. 24 dello Statuto Comunale, impedendo la mia elezione. Al momento del voto del bilancio, poi é stata la Maggioranza a venirmi ad offrire l'assessorato, a dimostrazione di come il Pdl a Pescara interpreta la politica. Questo modo di governare non ci piace e per questo dopo essere usciti dal Pdl, continueremo la nostra battaglia, valutando ogni singolo atto e ogni singola decisione politica della maggioranza, solo per il bene dei nostri elettori».
L'affondo dell'Onorevole Catone è ancora più incisivo: «Il bilancio ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E' stato approvato un bilancio incredibile. Un bilancio che prevede 450 mila euro per un circolo bocciofilo e appena 100 mila euro per il sociale. Siamo stati ben felici di non votare questo bilancio che dimostra l'insensibilità della classe politica in un momento di congiuntura economica negativa. I cittadini non arrivano a fine mese, vivono in una città abbandonata a se stessa e che si fa? Si va tutti a giocare a bocce».
Nel mirino dell'Onorevole Catone finisce soprattutto il sindaco Luigi Albore Mascia.
«Chiedo al sindaco di tornare a lavorare per la gente di Pescara», ha detto, «convochi i tavoli politici, favorisca il confronto, ma soprattutto azzeri la Giunta e vedrà che domani avrà una maggioranza più forte di quella risicatissima di cui gode oggi. Non si può sempre sperare di andare avanti con un voto, due in più. Noi di Democrazia per l'Autonomia abbiamo dimostrato di non essere attaccati alle poltrone. Altri invece a Pescara pensano solo a quelle, mentre Pescara è sempre più sporca, insicura e in preda a traffico e inquinamento. Lo stallo politico è la morte del sindaco Mascia che dovrebbe pensare meno ad ascoltare alcuni 'berlusconini' che della statura politica del leader del Pdl hanno ben poco».

CATONE:«SPERO CHE IL MIO AMICO ARACU VENGA RICANDIDATO»

Messaggi chiari, senza metafore o sottintesi nel puro stile Catone che non la manda a dire né fa mistero delle proprie richieste.
Così parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa Catone ha anche lanciato attestati di stima al suo «amico Aracu», che non vive un buon periodo, indagato con pesanti accuse di corruzione nell'ambito dell'inchiesta Sanitopoli per aver preso e chiesto tangenti ed aver compiuto una serie di illeciti, anche attraverso le società di cui è titolare. Per Aracu i pm di Pescara avevano chiesto l'arresto che non è stato concesso dal gip perché sarebbero mancati i presupposti di inquinamento delle prove, reiterazione del reato e pericolo di fuga, ma nelle motivazioni lo stesso gip ha delineato un quadro di illeciti diffuso.
«Nella nostra Regione», ha detto Catone, «in tanti ambiscono ad un posto a Roma al Parlamento. A Pescara Sospiri, Castiglione e anche il sindaco Mascia non fanno mistero di questa ambizione. A L'Aquila c'é Giuliante, mentre a Chieti l'attuale assessore regionale Mauro Febbo ci starebbe pensando. C'é poi il senatore Andrea Pastore che dice sempre di non volersi ricandidare e invece potrebbe ripensarci. In passato è stato coordinatore regionale del Pdl e nella composizione delle liste non mi sembra che abbia fatto bene, anzi. Io invece mi auguro - e potete scriverlo dice ai giornalisti - che il mio amico Sabatino Aracu sia ricandidato. Sono in tanti a voler andare a Roma, ma mi risulta che anche molti uscenti vogliano restare nella capitale. L'Abruzzo ha solo 1 milione e 200 mila abitanti e quindi molti alla fine dovranno desistere».

08/05/2010 14.16

DI PINO: «CIFRE ERRATE»
«Pur non entrando nella polemica politica che coinvolge da un po' di tempo i due gruppi politici, Pdl e Democrazia per le Autonomie – ha specificato il presidente della Commissione Politiche sociali, Salvatore Di Pino – ritengo doveroso chiarire, per onestà nei confronti dei cittadini, che in realtà le cifre riportate dal deputato sono errate. Infatti, per quanto riguarda il sociale, in sede di approvazione del bilancio sono state approvate proposte di modifica al documento di programmazione finanziaria dell'Ente superiori ai 300mila euro. La cifra è perciò più di tre volte superiore a quella riportata dal deputato Catone ed è inoltre destinata a crescere in misura direttamente proporzionale alle future entrate dell'Ente»
10/05/2010 8.44

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