Dieci assessori per la nuova Giunta di Chieti

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Aria nuova in Comune, dagli assessori ai dirigenti: a ciascuno il suo ruolo, senza confusione di attività».
«Al politico la funzione di indirizzo, ai dirigenti l'elaborazione tecnica dellle decisioni dell'amministrazione. Nel recente passato questa commistione di ruoli ha prodotto danni irreparabili alla città»: è stata questa la dichiarazione di intenti più impegnativa dal punto del neo sindaco di Chieti Umberto Di Primio, alla presentazione della nuova Giunta, composta di 10 assessori (uno in meno rispetto a Ricci). Di deleghe invece non si è parlato perché non sono state ancora assegnate.
«Anche se gli assessori stanno già lavorando con me», ha spiegato Di Primio che ha giustificato il ritardo con non meglio specificate ragioni di equilibrio tra le indicazione dei partiti della maggioranza e le competenze di cui la città e la Giunta hanno bisogno.
Un modo di dire e non dire, che forse nasconde qualche difficoltà di composizione del quadro finale degli assessori che forse aspirano a deleghe che Di Primio non vuole concedere.
Ma è stato abile il neo sindaco a spostare l'attenzione sui suoi programmi immediati, come quello di trovare nuovi locali per impiegati ed assessori oggi ospitati provvisoriamente nella ex sede della Banca d'Italia.
A meno che non si sia trattato di una blindatura della maggioranza in attesa dell'approvazione del Bilancio, che qualche lista di maggioranza critica perché di fatto sarà un voto a favore del bilancio della vecchia amministrazione di centrosinistra.
Però nulla di strano o di eccezionale per questo ritardo, perché altre giunte sono state molto, ma molto più laboriose.
A Chieti forse l'ostacolo maggiore è stata la nomina in Giunta – fortemente voluta dal sindaco, che lo ha spiegato apertamente – di Emilia De Matteo, unica donna assessore per meriti di «lunghe e vecchie battaglie comuni».
Il che ha provocato il malcontento di qualcuno (l'avvocato Dario Marrocco) che per voti o rappresentatività aspirava allo stesso posto.
Tutto sommato però la Giunta presentata era quella di cui si parlava da tempo, con cinque esponenti del Pdl, tre dell'Udc, uno a Giustizia sociale, uno all'Mpa. Quindi dentro Alessandro Bevilacqua, Mario Colantonio, Ivo D'Agosatino, Bruno Di Paolo, Marco D'Ingiulio, Giuseppe Giampietro, Roberto Melideo, Marco Russo e Antonio Viola
E' saltato però il criterio della nomina legata ai voti presi alle elezioni ed è stato solo parzialmente rispettato quello della rappresentatività di tutte le liste che hanno aiutato Di Primio a vincere.
Per chi è rimasto fuori c'è stato però l'impegno del sindaco a premiarli in qualche modo: su tutti Gianni Di Labio, Lega-Popolo di Chieti, che a sorpresa è rimasto senza incarichi.
Marcello Michetti sarà il nuovo presidente del Consiglio, visto che Domenico Di Fabrizio, il più votato in assoluto, ha optato per un incarico in una società partecipata dal Comune che non sarà però Teate servizi che andrà a Valerio Visini.
La manifestazione (perché di questo si è trattato e non di una semplice conferenza stampa), si è svolta nel foyer del Teatro Marrucino, un luogo simbolo delle battaglie del centrodestra contro il sindaco Ricci.
E la presentazione ha confermato la tonicità del sindaco, che in un mese ha indossato già le vesti del leader di un gruppo che è apparso un pò emozionato, soprattutto quando Di Primio ha rievocato per ciascuno storia e ruoli del passato e del presente. Confermato anche il segretario generale Maurizio Di Michele, che rivestiva lo stesso incarico con Ricci: «ma è una persona competente – ha chiosato Di Primio - e per questo l'ho confermato».
Cosa che non è avvenuta per Ebron D'Aristotile. E non certo per un giudizio negativo sulla sua professionalità, ampiamente riconosciuta anche a livello nazionale.  
Sebastiano Calella 24/04/10 8.55

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