Dentro o fuori? Di Quinzio e le storie tese con il Pd

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Le anime del Pd sono molteplici e variegate ma la decisione del sindaco Di Quinzio di aprire ad ex Pdl ha scontentato non pochi e acuito le divergenze e le differenze nel Partito Democratico.

C'è chi digerisce a fatica la scelta del primo cittadino e la cataloga come “unica mossa possibile per evitare il commissariamento del Comune e continuare a lavorare per il risanamento”. C'è chi non la digerisce per niente e forse non la perdonerà al sindaco di essersi imbarcato in una alleanza quantomeno stridente.
Borrelli, il segretario di un circolo cittadino, l'altro ieri ha confermato la sua fiducia a Di Quinzio, ma oggi il segretario cittadino del Pd ci tiene a precisare che il suo partito «non mitiga proprio nulla»: Di Quinzio dunque fuori?
«Ritengo che con l'atto di nomina in giunta di persone di destra (ex Pdl) il sindaco Di Quinzio abbia scelto di collocarsi fuori dal Pd», chiarisce Pina Rosato, «così come i quattro consiglieri Mucci, Bruno, Paolini e Galasso, eletti nella lista del Partito Democratico, che lo sosterranno in questo “inciucio”».
Il Pd locale da tempo ha comunicato alla cittadinanza la linea politica «scelta in sintonia con le decisioni del Coordinamento regionale e dell'assemblea provinciale».
«La coalizione di centrosinistra che aveva vinto le elezioni nel 2008 non si è “dissolta” ma è stata smantellata progressivamente», continua Rosato, «per volontà politica del sindaco, il quale, con una visione politica del tutto personale e con la motivazione “ mancanza del rapporto di fiducia” ha messo alla porta “molti eletti”. Con tali azioni ha di fatto svilito il ruolo dei partiti politici ma ancor di più ha mortificato la scelta elettorale di tutti i suoi concittadini».
«Ha distrutto la maggioranza a picconate», chiarisce ulteriormente Rosato semmai ce ne fosse bisogno, «procedendo con una fantapolitica delirante, confusa, senza dignità, alla ricerca del “chiunque lo sostenesse” in piena contraddizione con l'operato della prima parte del suo mandato ossia con il rinnovamento, il voltare pagina, il risanamento, perdendo sia la credibilità sia il rapporto di fiducia con la cittadinanza».
Per il Partito Democratico di Francavilla l'esperienza politica con Di Quinzio fa parte del passato: «il sindaco prenda atto che non ha più maggioranza, che non ha più rappresentanti del Pd in giunta, chieda scusa ai francavillesi e rimetta il suo mandato uscendo così dalla scena politica».
Secondo quanto dichiara il segretario cittadino da oggi «il Pd di Francavilla guarda al futuro per ridare credibilità alla “politica” che rispetta le “regole” e per riportare “moralità” al suo interno».

17/04/2010 10.24