Teatro Romano, Teramo Nostra: «basta con le speculazioni»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Una delegazione di Teramo Nostra, accompagnata dal segretario teramano del Partito Radicale Renato Ciminà, ha incontrato alla Camera dei Deputati l’onorevole Elisabetta Zamparutti.


La deputata ha consegnato così la risposta del Ministro Bondi a seguito della sua interrogazione sul Teatro Romano, mostrando il progetto negato a suo tempo dalla Soprintendenza e dal sindaco.
«Le preoccupazioni paventate dall'associazione», dicono oggi da Teramo Nostra, «si sono materializzate in questo laconico progetto: accantonato completamente l'abbattimento di Palazzo Adamoli e l'acquisto di Casa Salvoni, si interverrà parzialmente sui resti del Teatro. Si asporteranno le pietre di travertino dei quattro fornici (per non ricostruire) scelleratamente abbattuti nel 1960 da precedenti amministratori a cui i rispettivi successori “strettamente legati ad essi” hanno dato seguito».
Inoltre previsto un progetto di parco luce per “valorizzare” tale operazione.
«Lo sforzo di elaborazione dei redattori di tale progetto restituirà alla cittadinanza un Teatro identico all'esistente», contesta l'associazione, «per giunta privo dei blocchi di travertino risalenti all'età augustea. Inoltre, a giustificazione di questo intervento si mette in dubbio, ipotizzando ulteriori scavi in area limitata, l'attendibilità degli studi effettuati e relazionati all'Accademia dei Lincei dello storico e archeologo Francesco Savini (a cui gli stessi amministratori hanno intitolato il Museo Archeologico)».
Teramo Nostra chiede che il milione e 600 mila euro «è bene che rimangano nelle casse dello Stato.
L'associazione, tramite il radicale Ciminà, ha chiesto un incontro con il proprietario dell'immobile Adamoli il governatore d'Abruzzo Gianni Chiodi, per avere chiarimenti in proposito.
Teramo Nostra annuncia, tra l'altro, il coinvolgimento di intellettuali di «fama nazionale» già sensibili al problema, una mostra di documenti storici comprovanti l'ambizioso progetto del 1938 e la creazione di un presidio-osservatorio a tutela del patrimonio archeologico, iniziative che a breve saranno annunciate con una conferenza stampa.

10/04/2010 10.05