Idv Teramo: «aboliamo le Comunità montane»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. L’Italia dei Valori, nel Congresso nazionale di febbraio, ha ribadito la propria contrarietà alla sopravvivenza delle Province e delle Comunità montane.


«E' una posizione bipartisan», ha commentato Alberto Di Croce dell'Idv di Teramo, «a parole anche il Pdl è sulla stessa posizione, ma nei fatti si comporta diversamente. Ad esempio il governatore Chiodi, in Abruzzo, si appresta a ridurre le Comunità montane da 19 a 11. Scompare così, in provincia di Teramo, quella del Vomano, Fino-Piomba, sostituita da una Unione di comuni».
Ma secondo l'Italia dei Valori il Governo nazionale, in pratica, ha azzerato ogni trasferimento finanziario alle Comunità montane «e la Regione non ci mette un euro».
«Dopo tre mesi e decine di sollecitazioni», continua Di Croce, «pare che la Giunta regionale voglia stanziare 5 milioni di euro, quando per farle funzionare decentemente ce ne vorrebbero più di 30. Sono in pericolo persino gli stipendi dei dipendenti, così restano in piedi ‘carrozzoni' politici che, senza soldi, possono solo urlare alla luna».
Per l'Italia dei Valori «la montagna, soprattutto in Abruzzo, rappresenta il più importante punto di riferimento e di salvaguardia delle risorse naturali, dall'acqua al clima, dal paesaggio alle foreste, dalla biodiversità alle fonti energetiche rinnovabili, dal turismo alle attività economiche compatibili, ma è altrettanto consapevole che l'avvio del processo di trasformazione federale dello Stato debba alzare il livello del confronto su una nuova e vera politica per le aree interne che parta dalle amministrazioni comunali fino alla Regione. Sino ad oggi, però, Chiodi è stato del tutto assente».
L'Idv riconosce che la sanità e il post-terremoto sono stati due argomenti che hanno assorbito tempo e risorse ma adesso «si devono assicurare, in questa delicata fase di passaggio, le risorse finanziarie indispensabili per la gestione di alcuni servizi sociali, di impianti per il trattamento dei rifiuti, che alcune Comunità montane hanno avviato nel passato e di garanzia per la stabilità occupazionale del personale delle Comunità stesse».
Di Croce suggerisce di trasferire la gestione, sia dei servizi anzidetti che delle risorse umane, presso altri enti «che abbiano le competenze necessarie e la disponibilità dei propri organici per l'assorbimento».

08/04/2010 8.07