Di Primio blocca la riqualificazione di Piazza San Giustino. Critiche del Pd

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Lo aveva detto ancora con metà delle schede da scrutinare: «la prima cosa che farò sarà bloccare la gara per la riqualificazione di piazza Vittorio Emanuele».


Poi l'indomani, diventato sindaco, Umberto di Primio, appena messo piede a Palazzo D'Achille, ha allertato gli uffici competenti.

Oggi la notizia è ufficiale e la gara è bloccata e «rimandata a data da destinarsi» che si intuisce essere un netto “mai”.
In molti hanno notato l'esternazione e forse in tanti si sarebbero aspettati qualcosa di diverso, propositivo o davvero nuovo rispetto al passato.
Invece di Primio ha detto una “cosa di destra” ma solo perché si oppone ad una cosa fatta dalla sinistra dell'uscente Ricci.

Così oggi sull'argomento interviene il neo eletto consigliere Pd Alessio Di Iori che non risparmia critiche e parla di «sensazione» per un inizio «nel modo peggiore del mandato» del neo sindaco Pdl ed ex An.
«Dietro questa decisione», spiega Di Iorio, «c'è a mio avviso un po' troppo affrettata, una voglia di ripicca nei confronti della nostra amministrazione, che si traduce in un danno arrecato all'immagine di tutta la città che proprio con il rifacimento della piazza principale, più grande e bella, avrebbe riottenuto credito sia tra i cittadini che agli occhi dei turisti. Da parte del sottoscritto e dei nuovi consiglieri si preannuncia una opposizione dura ma soprattutto corretta e propositiva, ovvero tutto quello che non è stato mai fatto dal centrodestra negli ultimi cinque anni».
La speranza per il Pd è che «per il bene della città di Chieti è che il neo Sindaco proceda sulla via dei progetti europei che noi abbiamo avviato, lavori sul piano dei servizi e sulle nuove regole di “costruzione”, guardi inoltre alle politiche sociali, ma soprattutto eviti inutili quanto dannosi personalismi lavorando esclusivamente per il bene della comunità teatina. Di errori noi della passata amministrazione ne abbiamo fatti ed abbiamo avuto ed abbiamo ancora oggi l'onestà di riconoscerli, ma fare errori vuol dire “Fare”. Spero, per il bene di Chieti, che il nuovo Sindaco faccia meno errori di noi ma…“faccia”».
«Non possiamo e non vogliamo tornare indietro», ammette Di Iorio, «dopo sforzi e sacrifici prodotti in questi 5 anni governati dal centrosinistra, prima dei quali Chieti veniva paragonata a una città del profondo sud. Noi siamo stati in grado di invertire questa tendenza attraverso lavori ultra moderni e soluzioni innovative per riportare la città ai vecchi splendori. Tutto questo non è stato capito a fondo da una parte della città che ci ha voltato le spalle pur sapendo, in cuor suo, quanto di buono è stato fatto. La speranza ora è che il nuovo Sindaco continui su questa strada, per il bene di Chieti, la nostra amata città che ci appartiene e senza la quale non siamo nessuno».

01/04/2010 17.59