Di Primio: «stop alla gara per la riqualificazione di piazza V. Emanuele II»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Ad un giorno dalla sua elezione il neo sindaco Umberto Di Primio prende la situazione in mano e chiede di bloccare la gara per la riqualificazione di Piazza Vittorio Emanuele II.


Sono passate poche ore da quando il neo primo cittadino di Chieti è stato eletto. Sono già cominciati i primi contatti con i partiti per comporre la squadra di governo, si stanno pesando nomi e competenze. E' stato anche il momento dei festeggiamenti e dell'euforia.
Ci vorrà ancora qualche giorno prima che la squadra sia al gran completo ma Di Primio ha già preso il toro per le corna e avviato la sua rivoluzione.
Così ieri, il sindaco ha consegnato una nota ufficiale indirizzata al segretario generale dell'Ente, al Dirigente del V Settore Lavori Pubblici e al Responsabile del Procedimento, per chiedere l' immediata sospensione delle procedure di gara relative alla riqualificazione della Piazza Vittorio Emanuele II offerte in scadenza al 31 marzo.
Uno stop che Di Primio a motivato «alla luce dei risultati della consultazione elettorale» ed in attesa della proclamazione della propria elezione a sindaco.
«Questa richiesta – ha poi spiegato - si formula in ragione della mancata concessione – rilascio, ad oggi, per quanto è dato sapere, dei pareri e nulla osta da parte delle competenti soprintendenze.
Inoltre appare assolutamente inopportuno procedere alla gara de qua, stanti le condizioni del Palazzo di Città, ( Palazzo Valignani ) e di quello di Giustizia, entrambi necessitanti di interventi di consolidamento».
E commenta ancora il risultato elettorale l'Italia dei Valori: «Non avevamo dubbi - dice il senatore Alfonso Mascitelli- sull'onestà intellettuale di Ricci, che oggi si è assunto la sua parte di responsabilità. Ci lascia invece perplessi - aggiunge - l'ipocrisia e l'insipienza di chi, dopo cinque anni di amministrazione comunale in cui si poteva e si doveva comunicare quotidianamente le cose fatte, pensa che il risultato negativo sia da attribuire soltanto a una campagna elettorale partita con qualche settimana di ritardo. E ci lascia ancor di più preoccupati l'analisi della sconfitta fatta dal Pd, che pensa di attribuirla, con faciloneria aritmetica, al mancato coinvolgimento dell'Udc, che a Chieti purtroppo rappresenta una storia tutta da dimenticare».

31/03/2010 10.35