Raiperunanotte, a Pescara davanti al maxischermo per la libertà di informazione

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Anche a Pescara come in poche altre piazze abruzzesi si è tenuta la visione collettiva dell'iniziativa Raiperunanotte la trasmissione di Michele Santoro contro la censura.
Un centinaio di persone hanno seguito l'evento dal maxischermo allestito da “Pescara in comune by Amici di Beppe Grillo, e Espressione Libre.
«Ieri si è decretata la fine della strapotenza mediatica della televisione», scrivono in una nota gli Amici di Beppe Grillo, «perchè se Davide batte Golia una volta, è capace di batterlo sempre. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'evento, le persone anziane che nonostante il freddo e l'umidità sono rimaste lì insieme, ringraziamo chi è venuto con le stampelle, chi è venuto da fuori, chi portava in mano con sè un'agenda rossa, chi la carta di Firenze, chi riprendeva tutto con la videocamera, chi rideva di gusto seduto per terra, chi è rimasto in piedi per tre ore, chi nonostante l'orario tardo aveva comunque la sveglia presto per andare al lavoro».
«Abbiamo ricevuto da numerosi nostri simpatizzanti», ha spiegato Gianluca Vacca, portavoce di Pescara in comune, «alcuni malumori circa la compresenza di bandiere dell'Italia Dei Valori (un partito politico) accanto al videoproiettore e agli striscioni degli organizzatori dell'evento, cioè noi. Al di là del credo politico che ognuno è liberissimo di esercitare privatamente e pubblicamente indossando la bandiera che desidera, intendiamo prendere le distanze da ciò che potrebbe connotare quella di ieri sera, bellissima manifestazione di democrazia e partecipazione, come un qualcosa di matrice partitica».
Gli organizzatori hanno criticato anche l'assenza dei media locali.
«Ieri la gente era in piazza per difendere la libertà d'informazione», conclude la nota, «proprio quella libertà che dovrebbe interessare principalmente i mezzi di comunicazione liberi. L'assordante assenza ieri sera dei media ci fa dedurre che la libertà d'informazione non interessi a nessun mezzo d'informazione locale. D'altronde se siamo arrivati a questo punto, una delle responsabilità principali è proprio nel sistema dell'informazione italiana, un sistema perennemente asservito al potente di turno. Forse i media si sentono minacciati dal web? Fanno bene».

26/03/2010 16.10