Di Pietro a L'Aquila: «non permetteremo ritorno del regime»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Quando il capo dell'esecutivo attacca il potere giudiziario, è un attentato alla Costituzione e alla democrazia».


Lo ha detto Antonio Di Pietro stamani a L'Aquila per una manifestazione elettorale in favore della candidata presidente del centrosinistra, Stefania Pezzopane.
Nel suo intervento il leader dell'Italia dei Valori non ha risparmiato stoccate al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, suo grande avversario politico.
Di Pietro è stato netto: «nel nostro paese tre sono i poteri che garantiscono la democrazia: quello giudiziario, quello parlamentare e quello dell'esecutivo. Un potere che vuole distruggere l'altro vuole realizzare il regime, ma noi non glielo permetteremo».
Perplessità Di Pietro ha espresso anche di fronte alle dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ieri, a Firenze, ha parlato della possibilità di mantenere invariata la legge elettorale: «solo al premier può andare bene perchè non permette ai cittadini di scegliere i propri candidati ma permette solo a lui, sultano di turno, di nominarsi i suoi dipendenti, i suoi seguaci, i suoi piduisti di contorno. Per questo egli vuole una legge elettorale che di fatto toglie gli spazi alla democrazia e ai cittadini».
Ma non sono mancati altri attacchi diretti al capo del governo: «affidare le modifiche della Costituzione a una persona come Berlusconi - ha spiegato - che finora ha dimostrato di voler violare il Parlamento facendolo diventare una mera succursale dei suoi voleri con 37 leggi 'ad personam', imbavagliare l'opposizione, zittire le informazioni libere, mortificare la magistratura e i controlli, significa affidare il pronto soccorso a Dracula».
Il leader dell'Italia dei valori è ritornato anche sulla manifestazione di sabato a Roma del Pdl e sulla lettera del coordinatore nazionale Pdl Denis Verdini ai dirigenti del partito in Abruzzo, lettera definita dallo stesso Verdini «solo un sollecito, un invito a mobilitarsi per garantire in piazza una grande presenza».
«E' un'altra meschinità tra le meschinità di Berlusconi - ha spiegato Di Pietro - tipica di tutti i dittatorelli di ritorno, quello di volere le piazze piene, obbligando o mortificando la popolazione civile che dovrebbe spontaneamente - ha proseguito - sentire il piacere di andare alla manifestazione e non esservi costretti per avere un tozzo di pane».
Infine l'ex magistrato si è detto pronto ad un confronto pubblico con il premier «anche domani mattina».
Intanto proprio Berlusconi avrebbe già declinato l'offerta di un confronto con il leader del Pd, Pierluigi Bersani.
Domani mattina Di Pietro sarà a Chieti in piazza Valignani.
22/03/2010 16.56