Nomina scrutatori, l'Idv attacca: «esempio di clientelismo fastidioso»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. A pochi giorni dalle elezioni provinciali de L'Aquila scoppia un caso che puntualmente si riaffaccia ad ogni tornata elettorale: la scelta degli scrutatori che lavoreranno ai seggi.
Come vengono scelti? Chi li seleziona? E' vero che chi ha le giuste conoscenze ha più possibilità degli altri?
Nel capoluogo di regione l'esercito dei circa 350 scrutatori per le elezioni provinciali del 28-29 marzo fra pochi giorni dovrà cominciare a mettersi in modo ma Lelio De Santis, responsabile Enti Locali Italia dei Valor,attacca: «è l'occasione di un lavoro precario per appena 3 giorni e ogni persona selezionata potrà guadagnare un buon gettone, che per alcuni di loro – disoccupati o giovani studenti - è certamente utile, per altri -abituati ad arrotondare- è certamente un di più di cui potrebbero fare a meno».
Al di là della norma che consente alla commissione elettorale anche di nominare gli scrutatori, per l'Italia dei Valori ci sarebbe un problema di «trasparenza amministrativa verso la collettività e di correttezza verso tutti i potenziali aspiranti scrutatori che non hanno avuto le stesse opportunità di nomina».
«Infatti», spiegano dal coordinamento, «chi ha lo sponsor in municipio viene nominato una, due, tre volte…chi non ce l'ha, purtroppo non farà mai lo scrutatore. Non mi pare un buon esempio di democrazia e di rispetto dei cittadini».
Per il partito anche questo può essere considerato come un modo sbrigativo di esercitare il potere politico e di mantenere la clientela elettorale.
«Tutti hanno partecipato alla spartizione di questa piccola torta elettorale, visto che nessuno, e da nessuna parte politica, ha avuto da ridire», continua De Santis.
«Io penso che un sistema clientelare che si spartisce tutto non rafforza la credibilità della politica. Penso che sia giusto indignarsi.

16/03/2010 9.05