Elezioni, parlamentari: «garantire voto cittadini colpiti dal sisma»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Il governo accolga l'appello dei parlamentari aquilani per garantire con la dovuta attenzione l'esercizio del diritto di voto a tutti i cittadini delle zone terremotate».

Lo ha detto la presidente dell'Assemblea nazionale del Pd Rosy Bindi, incontrando le famiglie aquilane del Progetto Case Bazzano.
I parlamentari di maggioranza e opposizione Mantini (UDC), Pelino (PdL), Lolli (PD), Di Stanislao (IdV), De Angelis (PdL), Scelli (PdL), Ginoble (PD), D'Incecco (PD), Tenaglia (PD), hanno infatti manifestato preoccupazione per la notizia di di soppressione di seggi elettorali in comuni e quartieri terremotati
«Il Governo, ricordano, aveva con sensibilià' accolto un ordine del giorno della Camera, nella seduta del 27 ottobre 2009, sugli stessi temi, con particolare attenzione per il voto dei cittadini sfollati sulla costa per i quali andrebbero istituiti seggi speciali o garantite agevolazioni e facilitazioni di trasporto. E' necessario - concludono - che nei prossimi giorni siano ben chiare le condizioni di svolgimento del voto».
E ieri la Bindi, arrivati in città accompagnata dalla candidata del centrosinistra alla provincia de L'Aquila Stefania Pezzopane, ha visitato alcune abitazioni del nuovo insediamento prima di recarsi ad Onna.
«Le case di Bazzano - ha osservato la Vicepresidente della Camera - sono state una buona risposta. Nessuno vuole negare ciò che è stato fatto. Ma non si può dimenticare che la maggioranza degli aquilani non ha ancora una casa. Su questo dramma sta calando il silenzio, dopo la propaganda e il presenzialismo del governo. Oggi l'Aquila rischia di perdere la propria identità e gli aquilani il senso di appartenenza ad una comunita'. Bisogna ricostruire presto e bene e con le abitazioni anche quel tessuto di infrastrutture sociali, economiche e culturali che fanno vivere una città. E' arrivato il tempo di restituire la parola agli enti locali e ai cittadini, il governo della ricostruzione deve tornare nelle loro mani».
Per quanto riguarda le elezioni il capo della polizia, prefetto Antonio Manganelli, ha inviato ieri una lettera ai prefetti d'Italia in cui chiede massimo «impegno e rigore» nella vigilanza dei seggi elettorali e nelle scorte del «materiale elettorale», nonché massima sensibilizzazione dei «dispositivi di prevenzione e vigilanza» degli obiettivi ritenuti a rischio.
Nella circolare, di due pagine, il capo della polizia sottolinea che le misure vanno adottate anche «in considerazione dei particolari profili di ordine e sicurezza pubblica che caratterizzano l'attuale momento politico e socio-economico».
«In ragione della contingente situazione di criticità, ulteriormente influenzata dalla minaccia eversivo-terroristica anche di carattere internazionale - scrive il prefetto Manganelli - assume, pertanto, rilevante e specifica importanza l'attività volta ad assicurare il pieno esercizio del diritto di voto, costituzionalmente garantito».
In quest'ottica dunque, devono essere «puntualmente pianificati ed attuati con il massimo impegno e rigore, i servizi di vigilanza fissi ai plessi elettorali nonché i servizi operativi strettamente connessi, tra cui, in specie, i servizi di scorta al materiale elettorale da considerare, in via del tutto eccezionale, in ragione delle suesposte considerazioni, parte integrante ovvero prosecuzione della complessa attività di vigilanza fissa e da individuare e disciplinare, in maniera specifica, attraverso l'ordinanza di servizio».
Nella circolare si ribadisce inoltre che, tenuto conto dei «profili di ordine e sicurezza pubblica che caratterizzano l'attuale momento politico e socio-economico», vanno sensibilizzati «al massimo i dispositivi di prevenzione generale e di vigilanza nei confronti degli obiettivi ritenuti a rischio, nonché le misure di ordine pubblico finalizzate, in particolare, a garantire la piena libertà e l'ordinato svolgimento dei comizi e delle altre manifestazioni di propaganda elettorale».

12/03/10 10.09