Consorzio agrario, frangia del Pd contro «i furbetti del quartiere»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Una lettera aperta per denunciare ancora una volta quella che definiscono «riprovevole vicenda» dell’elezione del nuovo CDA del Consorzio Agrario di Teramo che vede coinvolta l’avvocato Manola Di Pasquale presidente, del Partito Democratico a livello regionale.

La missiva è indirizzata al segretario e al presidente del partito Democratico di Teramo e la sottoscrivono Giorgio De Fabritiis, membro dell'assemblea provinciale del PD, invitato permanente al comitato politico provinciale del PD; Pasquale Cantoro, membro dell'assemblea provinciale del PD; Roberto Beltramba, consigliere Comunale di Mosciano Sant'Angelo, membro dell'assemblea provinciale del PD e del comitato politico provinciale; Mauro Di Bonaventura, segretario del circolo si Tortoreto; Fabrizio Di Bonaventura, assessore del Comune di Controguerra e membro dell'assemblea provinciale del PD; Bruno Sfrattoni, membro delle segreteria del circolo di Isola del Gran Sasso; Giuseppina Di Paolantonio, membro dell'assemblea provinciale del PD.
Questa frangia del Partito Democratico si scaglia violentemente contro «la sveltina da “furbetti del quartiere”» operata dalla Coldiretti di Teramo secondo i sottoscrittori d'accordo con l'ex commissario, appunto Manola Di Pasquale.
Sono giudicati comportamenti «indegni» «il rifiuto», scrivono nella lettera aperta, «a non voler concedere la possibilità ad altri agricoltori di poter diventare socio del Consorzio rivolgendosi solo ai pochissimi soci ultrasettantenni ancora iscritti sul libro soci; il rifiuto a incontrare le Organizzazioni professionali agricole prima della convocazione dell'assemblea concordata solo con Coldiretti evidenziata anche dalla presenza all'assemblea di Domenico Pasetti della Coldiretti di Chieti che già sapeva, evidentemente, di dover entrare a far parte del futuro CDA; il rifiuto a mettere a disposizione dei soci le proposte di modifiche statutarie che si intendevano adottare; il rifiuto ad accertare preventivamente se i convocati in assemblea ancora conservavano i requisiti di socio previsti dallo statuto, visto che si tratta di ultrasettantenni che non svolgono più l'attività lavorativa; l'aver svolto l'assemblea alle 7,30 del mattino come ladri che agiscono nella notte con la consapevolezza (o la vergogna) di stare rubando».
Molto gravi vengono giudicate anche le dichiarazioni di Di Pasquale secondo cui «alcuni sindacati agricoli (che poi significa, invece, oltre il 75% della rappresentanza agricola) si erano schierati con le forze di centrodestra e che erano solo alla ricerca di poltrone».
«E' cosi che il Partito Democratico intende la democrazia ed il rispetto delle regole?», si chiedono i firmatari, «con atteggiamenti da “furbetti del quartiere” si può espropriare il diritto di migliaia di agricoltori ad avere la loro rappresentanza nel Consorzio Agrario? Sono questi i metodi democratici che si vogliono esportare all'esterno e che si vuole proporre alla società andando a spaccare la rappresentanza del mondo agricolo e schierandosi con una minoranza di essa? E con questo atteggiamento di disprezzo delle regole democratiche e delle organizzazioni rappresentative dei lavoratori che la presidente regionale del PD vuole proporre alla società una nuova stagione politica antitetica alla filosofia berlusconiana che delle “furbate” e del disprezzo delle regole democratiche ha fatto il proprio modello di governo? Manola Di Pasquale, con questi comportamenti, non ha la statura morale per rappresentare i valori di questo Partito e noi chiediamo che il suo comportamento venga posto all'attenzione degli organismi del Partito, che ne censurino il comportamento ed assumano, nei confronti della suddetta Manola Di Pasquale, le uniche correlate possibili decisioni».
Se nei prossimi giorni non ci sarà un pronunciamento pubblico, chiaro e inequivocabile da parte del PD teramano, concludono i firmatari, sul tavolo del neo segretario arriveranno tante tessere «perché questa è l'ora della coerenza, l'ora che alle parole seguano i correlati comportamenti e siamo stanchi di sopportare, come dice un vecchio adagio popolare, “chi predica bene e continua a razzolare male».

24/02/2010 7.55