Colantonio:«Ricci illegale calpesta il consiglio comunale»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5295

CHIETI. Toni sempre più tesi di fine mandato. Oggi una convocazione alle 13 dei capigruppo, riunione che precede sempre il consiglio comunale, ha fatto andare su tutte le furie il consigliere Pdl, Mario Colantonio. «ATTACCHI PRE ELETTORALI: TUTTO NELLA NORMA»«SCORRETTO E CENSURABILE TIRARE LA PROVINCIA»

Non è la prima volta che il consigliere denuncia presunte violazioni delle norme che regolano la convocazione delle assemblee ma questa, secondo lui, sarebbe di gran lunga più grave e dal sapore elettoralistico.
«Sono rimasto esterrefatto dal comportamento, a questo punto illegale, che l'amministrazione Ricci continua a perseguire», ha detto Colantonio, «con la convocazione è stato forzato il Consiglio comunale e, soprattutto, la legge infatti i numerosi argomenti non sono sicuramente urgenti ed indifferibili come prescrive la norma. La prova è che sono tutti argomenti la cui documentazione è da tempo parcheggiata negli uffici urbanistici da oltre un anno. Questa azione è più simile ad una azione clientelare e preelettorale».
«Nonostante la maggioranza di centrosinistra», ha aggiunto Colantonio, «non abbia conseguito i numeri utili previsti dal regolamento per la convocazione del Consiglio Comunale, il presidente del Consiglio ha
ugualmente convocato l'assise civica per giovedì 25 e venerdì 26 febbraio 2010, tra l'altro nei giorni destinati alla raccolta delle firme per la presentazione delle liste che vede impegnati molti consiglieri demandati alle autentiche delle suddette firme».
L'opposizione di centrodestra ha anche annunciato che oggi stesso invierà un telegramma al prefetto di Chieti per chiedere «il pronto e dovuto intervento nei confronti di questo atteggiamento contrario alle regole democratiche anche perché ad oggi nessuno dei Consiglieri di centrodestra, è stato messo in grado di conoscere tecnicamente ed amministrativamente gli atti urbanistici giunti fuori termine ed approvati solo oggi (22 febbraio 2010) dalla Giunta Comunale».

22/02/2010 15.24

«ATTACCHI PRE ELETTORALI: TUTTO NELLA NORMA»


«Le delibere messe sotto accusa dal centrodestra sono delibere legittime e attese, che la città conosce bene perché è stata ricompresa nei passaggi democratici che hanno portato alla formulazione delle stesse».
La replica a doppia firma è dell'assessore all'urbanistica Valter de Cesare e del segretario cittadino del Pd Enrico Iacobitti, già presidente della Commissione Urbanistica del Comune .
«Nessuna manovra sospetta», assicurano i due, «come non ci sono state in cinque anni di amministrazione Ricci e Di Primio lo sa benissimo: le portiamo in Consiglio comunale ora, in quanto l'iter si è potuto chiudere soltanto adesso, in quanto le procedure di consultazione e coinvolgimento pubblico nonché l'acquisizione dei pareri obbligatori per legge da parte di organi regionali e provinciali si sono concluse ai primi di febbraio ed hanno riscontrato ritardi della Provincia che avrebbe dovuto coadiuvarci come previsto soprattutto per gli accordi di programma e lo ha fatto con molto rilento, difficoltà e a volte dinieghi, e ciò da quando è passata al centrodestra, chissà perché».
Si tratta di delibere urgenti e improrogabili spiegano De Cesare e Iacobitti perché: «i termini di ratifica o di conclusione dei vari procedimenti scadono tra metà febbraio e metà marzo alcuni improrogabilmente e gli altri che se prorogati esporrebbero il Comune ad azioni legali avanti alla giustizia amministrativa».
In più, secondo De Cesare e Iacobitti, «danno risposte concrete alle attese della città in merito ad un diverso assetto del territorio che finalmente veda realizzati verde pubblico e parcheggi, attese durate trent'anni e proprio per questo attaccate da Di Primio, che in vista del voto si va agitando sempre più».
Nel merito, le delibere riguardano la riqualificazione della zona di Chieti Scalo 1, «dove la Dc prima, il centrodestra dopo non hanno mosso un dito in tanti anni di governo e che aspetta dagli anni '70 di risorgere. Come da vent'anni aspetta il Tricalle. Noi abbiamo rotto quest'attesa e ciò può dare fastidio a chi è perfettamente conscio di non aver fatto nulla in questi anni e oggi vuole impedire l'adozione di provvedimenti a solo vantaggio della cittadinanza, per non perdere consensi elettorali. Dica invece Di Primio perché in tutti gli anni di governo cittadino il centrodestra ha ignorato gli argomenti da noi affrontati, ma lo faccia chiaramente, perché la gente aspetta risposte e non deve solo subire le tante bugie che il centrodestra ha preparato per affrontare i comizi pre-elettorali».

24/02/2010 7.57

«SCORRETTO E CENSURABILE TIRARE LA PROVINCIA»

«Sono a dir poco sdegnato per come gli esponenti di centrosinistra che governano il Comune di Chieti vogliano tirare a forza la Provincia nelle polemiche elettorali: un atteggiamento scorretto e censurabile, anche perché non c'è alcun ritardo da parte dei nostri uffici»: così l'assessore all'Urbanistica, Nicola Campitelli, replica al suo omologo del Comune di Chieti, Valter De Cesare, e al consigliere comunale del Pd, Enrico Iacobitti, che hanno parlato di ritardi della Provincia nelle procedure e nei pareri obbligatori su diverse delibere urbanistiche. «La Provincia – ha spiegato Campitelli – ha instaurato da tempo un rapporto di copianificazione con il Comune di Chieti per la risoluzione di numerosi contenziosi derivanti dalla non attuazione di alcune previsioni pubbliche contenute nel Prg: un rapporto sempre franco e leale, che non ha mai inficiato le valutazioni oggettive dell'ufficio, che sono sempre state rigorose, sia nel corso del quinquennio in cui governava il centrosinistra, sia nel corso dei nostri mesi di amministrazione, tant'è che vi sono diversi pareri negativi anche in procedimenti che si sono conclusi tra il 2004 e il 2009. Sotto la presidenza di Enrico Di Giuseppantonio, tra l'altro, questa Provincia ha cambiato certamente stile, sin dal primo giorno, quando il presidente ci ha spronato ad essere uomini delle istituzioni e non di parte. Inoltre, i pronunciamenti degli uffici competenti sono sempre giunti o in anticipo o comunque rispettando i termini di scadenza, tant'è che non si è mai proceduto con il silenzio-assenso».

25/02/2010 10.00