Asl Chieti, «la salute dei cittadini prima di tutto»

Alessandro Biancardi

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ARI. «Basta errori», così il vicesindaco di Ari, Renato D’Alessandro, dopo la nomina del nuovo Comitato ristretto dei sindaci della Asl.


«La conferenza dei sindaci convocata per il 23 febbraio non dovrà ripetere gli errori della prima convocazione, quando si tentò di affrontare il problema della trasparenza delle politiche sanitarie con la solita soluzione politico-partitica in una logica di schieramenti».
Così il vicesindaco di Ari, Renato D'Alessandro, commenta la situazione caotica maturata in seno alla conferenza dei sindaci della Asl Chieti-Lanciano-Vasto, la prima convocata dopo l'unificazione delle due Asl del Chietino.
La conferenza doveva nominare il nuovo Comitato ristretto dei sindaci per la Sanità, «ma di fatto», sostiene D'Alessandro, presidente uscente del Comitato dell'ormai accorpata Asl Chieti-Guardiagrele-Ortona, «abbiamo assistito all'ennesima messa in scena degli interessi degli schieramenti destra-sinistra-centro e infinite combinazioni, nella grave dimenticanza del dettaglio secondo cui la Sanità coincide con l'interesse primario della salute, quello che sta più a cuore alla gente, che a sua volta non capisce i balletti che i partiti allestiscono per regolare problemi che nulla hanno a che fare con le necessità della collettività-utenza, oggi estesa a tutti i 104 Comuni del Chietino».
Il vicesindaco spiega le ragioni del suo doppio no alle proposte emerse nella prima conferenza.
«Mi sono opposto innanzitutto alla sortita di alcuni sindaci, che avevano disertato la conferenza mandando in avanscoperta una delegazione che chiedeva il congelamento delle nomine nelle more delle elezioni amministrative che riguarderanno, a marzo, i Comuni-chiave di Chieti e Guardiagrele, entrambi sedi di ospedale. Il mio secondo diniego, su cui prego i colleghi sindaci di spendere un'accurata riflessione», osserva D'Alessandro, «richiama le radici del patto tra noi amministratori e i cittadini; per questo ritengo che non si poteva, né doveva, risolvere l'impasse con un colpo di mano basato sul teorema della maggioranza, quello fatto valere dai sindaci del centrosinistra che avevano ritenuto di procedere alle nomine, fidando peraltro sul quorum minimo, 35 su 104 rappresentanti».
D'Alessandro fa infine rilevare che «era errato, nella scelta dei nominati per il costituendo Comitato, lo stesso criterio geografico adottato, che s'è palesato troppo sbilanciato verso il Lancianese-Vastese, e in generale poco calato sul territorio, mentre è notorio che tra Chieti e Guardiagrele si giocherà la battaglia decisiva per mantenere la Sanità teatina effettivamente rappresentativa della mappa dei bisogni, e penso alla ventilata chiusura dell'ospedale di Guardiagrele che già fu al centro dell'azione del Comitato sotto la mia presidenza».

15/02/2010 9.31