La lottizzazione delle colline di Silvi nel Prg

Alessandro Biancardi

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SILVI. E' scontro sulle nuove norme urbanistiche che aprirebbero alla lottizzazione delle colline di Silvi in località San Silvestro.

Una sentenza del Tar, notificata al Comune nel Marzo 2009, aveva di fatto lasciato passare la lottizzazione Panetta in una zona splendida e collinare alle spalle del paese, ancora non cementificata.
Oggi Sinistra e Libertà esprime la sua contrarietà all'inserimento della norma nel Prg da parte dell'amministrazione comunale che accogliendo i principi della sentenza del tribunale amministrativo regola di fatto l'edificazione sulla collina.
«Il sindaco l'ha inserita di fatto nel Prg», protesta il coordinatore Provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Tommaso Di Febo, «è una vergogna.
Al Sindaco rivolgiamo una sola domanda: come mai il consiglio comunale non è stato messo nelle condizioni di poter esprimere l'eventualità di un ricorso al Consiglio di stato, visto che la lottizzazione Panetta riguarda un'area di 47.000 mq?».
Secondo Di Febo in questo modo il Comune di Silvi avrebbe potuto tutelare maggiormente il proprio territorio ed al tempo avrebbe «potuto evitare gli impatti ambientali, che deriveranno da queste eventuali costruzioni, se avesse discusso e ragionato sulla salvaguardia della collina di Silvi, sia dal punto di vista panoramico che ambientale».
«Questo ovviamente rappresenta da parte del centro-destra guidato da Gaetano Vallescura», ha aggiunto Di Febo, «una scelta chiara legata da una parte con il menefreghismo verso il territorio e dall'altra per favorire di fatto il lottizzante. E' chiaro che siamo di fronte ad un cocktail micidiale! Che in nome della lottizzazione mette a rischio i parametri stessi della variante al PRG, per poter essere definitivamente approvata».

15/02/2010 8.55

VALLESCURA:«L'INCONGRUENZA DELLA MINORANZA CON LA MEMORIA CORTA»

«Il consiglio comunale di Silvi, nel 2000, anno in cui a capo dell'amministrazione c'era il sindaco Giuseppe Di Febo, oggi facente parte di Sinistra e Libertà (padre dello stesso coordinatore Tommaso Di Febo), bocciò in sede di approvazione definitiva del Piano Regolatore la lottizzazione in questione al fine di salvaguardare una zona sottoposta a tutela paesaggistica».
Inizia così la replica del primo cittadino Gaetano Vallescura che ricorda come il lottizzante impugnò la delibera di approvazione del piano regolatore e ad oggi, con sentenza numero 41 del marzo 2009 il Tar Abruzzo ha accolto il ricorso del lottizzante, condannando il comune a pagare le spese legali.
«Così come riporta la sentenza», ricorda il sindaco, «l'esistenza di un vincolo paesaggistico non costituisce ragione ostativa all'edificazione dei suoli ed inoltre rileva clamorosamente come il consiglio comunale di allora diede una diversa previsione, dunque approvando un piano di lottizzazione, all'area attigua di quella invece bocciata, generando così una disparità di trattamento. Se, infatti, si bocciò la lottizzazione Panetta in questione, destinando l'area a terreni agricoli e sostenendo che la zona aveva valore paesaggistico, non si capisce perché a quella vicina è stata invece concessa di fatto l'edificabilità».
Il sindaco dopo essersi consultato anche con il legale che difende l'amministrazione ha deciso di non impugnare la decisione del Tar per prudenza.
«Il coordinatore di Sinistra e Libertà», ha aggiunto Vallescura, «ha preso un abbaglio così come in altri casi simili, come la lottizzazione Selene/Sirio/Vega dove furono lo stesso protagonisti, si appellarono a una sentenza Tar simile per poi transare, senza arrivare al consiglio di Stato, e spendendo soldi pubblici; dovrebbe spiegare inoltre ai cittadini che questa sentenza del Tar sul caso della lottizzazione Panetta, che annulla la decisione presa dalla sua vecchia amministrazione, non solo ha condannato i cittadini di Silvi a pagare le spese processuali per una loro decisione sbagliata, ma ha anche rilevato l'illogicità e l'incongruenza nel bocciare quel piano di lottizzazione per tutelare quella parte di collina per poi approvarne uno per un lottizzante confinante sito sempre in quella stessa zona che loro dicono, oggi, di voler tutelare. Come dire: due pesi, due misure, chi dovrebbe vergognarsi? Il nostro ruolo», ha concluso, «in questa vicenda insomma, è quella di far rispettare leggi e sentenze dello stato italiano e la sinistra farebbe meglio a fare meno demagogia e più opposizione costruttiva».

16/02/2010 8.24