Idv, la svolta (contestata) di Di Pietro e le aspettative per Montesilvano

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Il congresso dell’Italia dei Valori si è appena concluso. Di Pietro è stato confermato a capo del partito da lui fondato ma ci sono già i primi scontri interni.


Così Tonino nazionale e l'ex pm Luigi De Magistris, oggi compagni di partito, si affrontano e scontrano sulla decisione assunta dal congresso di Idv di sostenere Vincenzo De Luca, candidato governatore in Campania, in due interviste parallele pubblicate da 'Il fatto quotidiano'.
Una decisione che De Magistris ha contestato già sabato scorso alle assise di Idv.
«Non potevamo dare la Campania ai casalesi - è la tesi del leader di Idv esposta al giornalista Luca Telese-. Potevo saltare dalla finestra, ho preferito condire la minestra con delle garanzie, se condannato De Luca si dimetterà», inoltre l'ex pm di Mani Puliti ha apprezzato il discorso fatto dal sindaco di Salerno davanti ai suoi 5 mila delegati: «Ha promesso di usare la ramazza contro il clientelismo: noi staremo lì a controllare che questo avvenga».
De Magistris non ci sta e replica in una intervista rilasciata a Sandra Amurri: «Appoggiare De Luca è un gravissimo cambio di rotta sulla questione morale».
L'europarlamentare confessa poi di «non essere stato coinvolto nella decisione che ho appreso al Congresso» e ritiene che «Idv non è riuscita a proporre un candidato che non fosse in conflitto con la questione morale perchè il Pd ha posto veti sulla rosa di nomi da noi proposta, fatta di magistrati come Cantone, Maggi, Villone».
Di queste beghe poco se ne parla in Abruzzo anche se questa scelta ricorda molto bene quanto accaduto anche in regione con l'appoggio alla candidatura dell'indagato Luciano D'Alfonso nel corso dell'ultima campagna elettorale al Comune.
Ma anche con le regionali, con un Pd uscito distrutto dopo l'arresto dell'ex governatore Ottaviano Del Turco, il partito di Di Pietro decise di fare fronte comune, candidando però Carlo Costantini, uomo Idv (ex Margherita).
Dello scontro tra i due ex pm il consigliere provinciale Attilio Di Mattia non parla ma conferma che il congresso appena terminato «ha segnato una svolta importante per il mio partito. È stato manifestato con forza il desiderio di cominciare a pensare e agire con l'obiettivo strategico dell'alternativa di Governo».
«Non più solo e unicamente opposizione dura e radicale», ha sottolineato Di Mattia, «ma anche capacità di elaborazione di proposte concrete».
Questo spirito e queste esigenze, dal congresso dell'Idv, il consigliere provinciale se l'è portate anche a casa, «nel collegio dove sono stato eletto, a Montesilvano», sottolinea. «Anche qui deve ripartire il cammino dell'opposizione come proposta di reale alternativa di governo. Con il Pd, certo, ma anche con tutte le forze d'opposizione, includendo formazioni moderate di centro che a Montesilvano per il momento hanno un piede in due staffe e che sono state “ibernate” in assenza di un leader nel centro destra più fresco e più attraente dell'attuale».
«L'obiettivo fondamentale», continua Di Mattia, «non sarà tanto vincere le elezioni, ma sopratutto governare Montesilvano con una visione strategica, degli obbiettivi e un programma condiviso con cittadini, associazioni, lavoratori, imprenditori, giovani, pensionati, donne e uomini stanchi e disgustati sia per la passata esperienza di governo dell'era Cantagallo, sia per l'attuale era Cordoma, caratterizzata da incapacità e totale assenza di visione strategica. Lancio, allora, un primo appello a tutte le forze di opposizione di Montesilvano perché sappiano organizzarsi, perché ad ogni critica riescano a trovare una proposta comune per anticipare quello che il centro sinistra farà una volta vinte le elezioni. Basta critiche sterili, basta andare ognuno per conto suo».

09/02/10 11.42