Edilizia residenziale pubblica: il Pd presenta un'interpellanza

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2368

ABRUZZO. I consiglieri regionali del Pd, Ruffini e Di Luca, hanno presentato un'interpellanza per chiedere chiarimenti sulle norme per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.


Secondo Ruffini e Di Luca c'è una legge regionale la n.96/1996 della Regione Abruzzo che disciplina i requisiti per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica.
Questa legge oltre a determinare il reddito annuo complessivo del nucleo familiare necessario per la partecipazione ai bandi di concorso, stabilisce che in mancanza di aggiornamento del limite di reddito per l'accesso da parte del CIPE, la Giunta regionale vi provvede con cadenza biennale sulla base della variazione assoluta dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
«La Regione non ha provveduto ad adeguare questo parametro dal 2001», dicono Ruffini e Di Luca, «il mancato adeguamento dei limiti di reddito sta determinando situazioni paradossali per gli assegnatari di edilizia residenziale pubblica. Vi sono figli sposati, con lavori precari che non potendo sostenere i costo di un affitto, vanno a vivere con genitori assegnatari di alloggi popolari» .
Una situazione sociale che produrrebbe distorsione per quest'ultimi soggetti, che con il loro modesto reddito, cumulato a quello dei genitori assegnatari, vanno a determinare l'innalzamento del reddito familiare, con il conseguente superamento del limite stabilito dalla legge e il conseguente avvio della procedura di decadenza.
«Tale inadempimento penalizza situazioni reddituali che sono comunque riconducibili a redditi modesti. Se la Regione Abruzzo avesse proceduto ad adeguare il limite di reddito previsto dalla L.R. 96/1996 per l'assegnazione e la permanenza in alloggi di edilizia residenziale pubblica, queste categorie sociali di assegnatari rientrerebbero nei limiti previsti dalla Legge», dicono i consiglieri regionali.
Inoltre secondo Ruffini e Di Luca «i redditi del 2001 non possono essere di certo riferiti a quelli di oggi. Il potere di acquisto delle famiglie è cambiato, come le esigenze di una famiglia media».
Questa inadempienza della Regione produce quindi degli effetti negativi e di “allarme” nei soggetti destinatari dei preavvisi di decadenza, esponendo la stessa Regione ad una serie di ricorsi per il mancato adeguamento.
«Gli Ater stanno facendo accertamenti e rilevano decine di situazioni paradossali. Va poi ricordato che nella nostra Regione l'edilizia residenziale pubblica è ferma da tempo e non vi sono alloggi popolari per tutti i beneficiari»
Nell'interpellanza Ruffini e Di Luca hanno quindi chiesto se se vi è la volontà di provvedere all'adeguamento del limite di reddito previsto dalla L.R. 96/1996 per l'assegnazione e la permanenza in alloggi di edilizia residenziale pubblica.

05/02/2010 8.08