Sanità, scontro Mascitelli-Venturoni: «ticket riabilitazione è un atto vile»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «L'introduzione dei ticket sulla riabilitazione è un atto di viltà politica».


A sostenerlo è il vicepresidente della Commissione speciale d'inchiesta sul Sistema sanitario nazionale, e coordinatore regionale dell'Italia dei valori, Alfonso Mascitelli, che sta preparando i lavori della commissione che procederà nei prossimi giorni alle audizioni dei subcommissari della Regione Abruzzo.
«Si è scelto di colpire le famiglie e i pazienti più deboli - ha detto - sperando di poterlo fare con il loro rassegnato silenzio e la disattenzione generale, in una regione come la nostra, dove gran parte dello scempio del debito sanitario è stato causato da comportamenti omissivi e conniventi di una classe politica di destra e di sinistra, andare ad introdurre ticket che si abbattono pesantemente sulle fasce più deboli e sofferenti della popolazione è un vero e proprio atto di viltà politica».
«Si capisce che Chiodi, a voler essere benevoli - ha aggiunto - non si sia letto neppure il nuovo patto per la salute, sottoscritto il 3 dicembre scorso dalla Conferenza Stato-Regioni. Vi si legge chiaramente che per le Regioni che risultano in disequilibrio economico vi è innanzitutto la possibilità di presentare un nuovo piano di rientro; vi è poi l'obbligo di una ridefinizione dei budget con la sanità privata, che è ferma da un anno, con i poteri di rimuovere ogni atto normativo di impedimento; poi l'obbligo di una rimodulazione ulteriore del tariffario regionale; vi è poi il blocco delle spese non obbligatorie in altri settori, come ad esempio le spese di rappresentanza o i privilegi delle auto blu; ed infine si possono utilizzare le risorse Fas, nel limite individuato dai piani attuativi regionali».
Ma per l'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni «l'atteggiamento del senatore Mascitelli sulla vicenda è il frutto di una politica populista che istiga il cittadino a non rispettare le leggi. Ma gli abruzzesi non hanno né l'anello al naso nè la sveglia al collo e sanno bene che le leggi dello Stato vanno rispettate, sempre e comunque».
«Chi parla di atto vile a danno di famiglie e pazienti più deboli - sottolinea Venturoni - finge di ignorare che dal 2007 esiste una specifica legge nazionale che impone una compartecipazione per le prestazioni riabilitative e che la Regione Abruzzo, al contrario delle altre Regioni, per lungo tempo non ha applicato».
In particolare, l'assessore Venturoni ribadisce che «la delibera che introduce anche in Abruzzo la compartecipazione per le cure riabilitative dello scorso 20 novembre e la delibera dello scorso 9 dicembre che ne differiva l'entrata in vigore dal 1 dicembre al 1 gennaio 2010, sono state entrambe siglate dall'ex Commissario Redigolo. Sul tavolo del neo Commissario Chiodi, invece, c'è una nuova delibera che esclude ogni forma di compartecipazione alle spese sia a carico dei pazienti che dei Comuni in caso di indigenza degli stessi. Prestazioni che restano a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale e che riguardano, in particolare, i trattamenti intensivi alle persone con patologie non acute e le gravi patologie neurologiche».

02/02/2010 10.09