Sindaco Sulmona sfida Matteoli: «La Tav? Trasferitela in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Una linea ferroviaria ad alta velocità tra Roma e Pescara per il rilancio economico dell'Abruzzo terremotato.

Ma anche per creare un ponte tra il Tirreno e i Balcani con l'aeroporto di Pescara che potrebbe diventare il terzo scalo aereo della capitale.
La proposta che lui stesso definisce «provocatoria», arriva dal sindaco di Sulmona Fabio Federico, il quale in una lettera scritta al ministreo Altero Matteoli, suggerisce di spostare l'opera dalla Val di Susa in Abruzzo.
«Prendo atto della imbarazzante situazione della Val di Susa per la realizzazione della TAV», scrive il sindaco peligno.
Se entro la fine di gennaio non saranno presentate le linee guida per il progetto preliminare della tratta Torino-Lione, infatti, Pdl e Lega sono pronti ad avviare una «class action» contro coloro che in questi anni si sono opposti alla realizzazione dell'opera.
E anche Federico riconosce la validità dell'opera e parla di «una innovazione, consistente nella realizzazione dell'Alta Velocità ferroviaria Torino-Lione, che aprirebbe le porte ad un futuro di sviluppo e di benessere per tutto il Nord Italia, viene boicottata e lasciata passare per uno sfregio all'ambiente».
Federico sottolinea il fatto che non ci siano mezzi più ecologici dei treni da preferirsi agli inquinanti mezzi di trasporto su gomma.
«Eppure si continua a contestare l'opera», ricorda il primo cittadino.
«Credo di poter interpretare il pensiero di grandissima parte dei miei corregionali abruzzesi», conclude il sindaco di Sulmona «immaginando che un'opera simile, realizzata nel nostro territorio, esattamente tra Roma e Pescara, sarebbe in grado di offrire delle risposte serie e concrete all'intero Abruzzo terremotato e sofferente».

27/01/2010 8.54