Coppie e anziani senza casa, Tinari: «Cialente si dimetta, ha fallito»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Le esclusioni degli anziani e delle coppie dagli alloggi del progetto C.A.S.E. rappresentano una vergogna».


La pensa così il consigliere comunale dell'Aquila Roberto Tinari (Gruppo Dca), che ha messo l'accento su uno dei problemi più sentiti in queste settimane, ovvero l'impossibilità di avere un alloggio autonomo per coppie o per gli anziani che prima del terremoto vivevano da soli.
«Il sindaco e i Consiglieri comunali», ricorda Tinari, «che, a fine luglio, votarono i famosi criteri che hanno inevitabilmente influenzato il provvedimento finale del presidente del Consiglio dei Ministri, devono fare il mea culpa; è solo colpa loro se tanti aquilani sono ancora lontani dalla loro città, letteralmente "deportati" in alberghi o strutture di fortuna».
«Nei criteri - prosegue Tinari- doveva essere inserito quello dell'aquilanità. Le case dovevano essere date prima a chi, nel nostro territorio, è nato ed è sempre vissuto, poi a tutti gli altri. Oggi invece, proprio perché il sindaco e tanti consiglieri non hanno voluto inserire questo elemento, un numero spropositato di aquilani è lontano dalla 'Patria' comune, sopportando disagi inimmaginabili. Nel prenda atto, il sindaco, e si dimetta - conclude Tinari -. E, con lui, tutti quegli amministratori che hanno prestato l'assurdo consenso a un percorso che si è ritorto contro migliaia di nostri concittadini».
Intanto la Fondazione dell'Ateneo aquilano lancia un incubatore di imprese.
La possibilità di realizzare all'Aquila una struttura che permetta di fornire servizi agli 11 spin-off universitari (aziende nate in seno all'ateneo), è stata presentata ieri dalla Fondazione dell'Università degli studi dell'Aquila.
L'idea è quella di realizzare un incubatore di impresa e dotarlo di una sede, con la collaborazione di Comune e Provincia, al fine di costituire anche un interlocutore valido per le imprese.
«Questo - ha commentato il rettore Ferdinando di Orio alla presentazione - è uno degli strumenti possibili per la rinascita della nostra città. Abbiamo individuato questo strumento - ha detto ancora - che ci dà la possibilità di collocare i nostri spin-off, per fare in modo che in questa città ci sia un luogo fisico dove promuovere la tecnologia e la ricerca».
Il rettore chiede alla Regione Abruzzo le risorse necessarie per portare avanti il progetto.
«Mi auguro - ha detto ancora - che ci siano gli strumenti idonei di cararattere finanziario, penso ad una legge a sostegno della ricerca, visto che siamo rimasti l'unica regione in Italia a non avere un dispositivo di questo tipo. Noi - ha concluso - siamo pronti a mettere in campo il nostro bagaglio di conoscenze».

23/01/2010 10.09