Berlusconi deciderà il candidato contro la "corazzata" Pezzopane

Alessandro Biancardi

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Berlusconi deciderà il candidato contro la "corazzata" Pezzopane
ABRUZZO. Il nome del candidato Pdl alla Provincia dell'Aquila lo sceglie Roma. E lo farà entro la prossima settimana (probabilmente il 19 gennaio quando il presidente Berlusconi verrà all'Aquila per la visita n° 25).

Più semplice la strada per la decisione sul candidato a sindaco di Chieti «perché ormai si è andati troppo avanti e di fatto la campagna elettorale è già iniziata».
Sono queste le notizie che giungono dal vertice romano del Pdl abruzzese in cui, oltre il coordinatore nazionale Denis Verdini, c'erano anche i deputati aventiniani che da sempre hanno snobbato le riunioni regionali con il senatore Filippo Piccone.
Ieri si doveva chiudere il problema dell'Abruzzo, ritardatario come altre regioni, per le candidature elettorali.
Il clima della riunione non è stato molto disteso, sia per il ritardo con cui si arriva alla designazione (mentre Stefania Pezzopane ha trovato sulla sua strada l'inaspettato aiuto del Sole 24 ore che l'ha incoronata come il presidente più amato d'Italia) sia per lo scambio di accuse tra due diverse scuole di pensiero.
Da una parte, il coordinatore Piccone che ha difeso la sua indicazione di Del Corvo all'Aquila (lo stesso ha fatto il senatore Fabrizio Di Stefano per Umberto Di Primio a Chieti), dall'altra, i deputati del Pdl che hanno riconfermato tutte le loro perplessità sulle decisioni prese senza il loro coinvolgimento.
Ha vinto Piccone, come suggeriscono alcune fonti?
Hanno vinto i deputati, che comunque alla fine hanno ottenuto il rinvio della decisione?
Un comunicato ufficiale offre un'interpretazione edulcorata dello scontro, senza trascurare un inutile attacco alla stampa che avrebbe amplificato i dissapori all'interno del Pdl regionale «che invece ha ritrovato un'ampia sintonia dopo le recenti incomprensioni».
Un'accusa puerile, che rivela il desiderio di un uso strumentale dell'informazione che è “brava” quando dice quello che il potere vuole e non lo è quando racconta anche il resto.
Che in questo caso è non è schierarsi con Piccone o con i suoi avversari dichiarati. Non a caso all'ultimo coordinamento regionale del Pdl, quello di Villa Maria di lunedì scorso, il parlamentino Pdl è stato disertato da tutti gli onorevoli che erano presenti solo con Giovanni Dell'Elce in veste di osservatore e di padre nobile di tutti i nuovi rampolli pidiellini.
Quello che è emerso con chiarezza dalla decisione di Roma è solo che alla fine (come ampiamente previsto) sarà il presidente Berlusconi a decidere e che sarà lui a tirare la campagna elettorale fin dalla prossima visita all'Aquila del 19 gennaio, annunciando il candidato proprio in quell'occasione.
Ma è emerso anche che fino ad oggi tutti gli annunci su Del Corvo candidato erano messaggi fuorvianti, perché lo statuto del Pdl prevede con chiarezza che i nomi dei candidati per le Province e per i capoluoghi (dunque L'Aquila e Chieti) sono espressi a livello nazionale.
E' altrettanto chiaro poi che forse è anche ingiusto dire che l'Abruzzo è fatto fuori dalla scelta, perché membro di diritto del parlamentino interno del Pdl è Gianni Chiodi, presidente della Regione.
Quindi a voler sottilizzare, era corretta la posizione dei deputati che invitavano a non dare per scontato il nome di Del Corvo, visto che il passaggio più delicato era quello romano.
A conferma delle possibili sorprese sul nome del candidato all'Aquila, girano già altri nomi: si tratta però o di vere e proprie autocandidature o del tentativo di indovinare per dire “io l'avevo previsto”. Non è così, perché da fonte certa, è stato confermato che nessun nome alternativo è stato discusso o è emerso dalla discussione.
Sebastiano Calella 15/01/2010 10.05