Piccone alle Maldive: il Pdl temporeggia su candidature e rimpasto di giunta

Alessandro Biancardi

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 Piccone alle Maldive: il Pdl temporeggia su candidature e rimpasto di giunta
ABRUZZO. Ancora un rinvio. La riunione provinciale del Pdl che doveva pronunciarsi sulle candidatura alla Provincia dell'Aquila, prevista inizialmente per il 4 gennaio e poi spostata di un paio di giorni causa neve, si terrà lunedì 11.
Lo stesso giorno del coordinamento regionale: sembra infatti che proprio il maggiore “indagato” per la crisi del partito di Berlusconi, e cioè il coordinatore regionale, senatore Filippo Piccone, sia in vacanza.
Insomma avrebbe preferito il sole delle Maldive al gelo dell'Aquila.
Stefania Pezzopane, presidente uscente del Pd, ringrazia. Addirittura qualche maligno fa circolare la voce che sia stata lei a suggerire una meta esotica così lontana: solo all'ultimo momento il senatore Piccone avrebbe evitato la trappola letale rifiutando l'omaggio di un biglietto di sola andata, richiamato all'ordine dal suo vice Fabrizio Di Stefano che per le vacanze ha scelto la Sicilia.
In pratica questo rinvio gioca comunque a favore della candidatura proposta da Piccone e cioè il consigliere regionale suo fedelissimo Antonio Del Corvo e quasi vanifica la battaglia che il capogruppo Gianfranco Giuliante sta conducendo a favore dell'aquilanità del futuro candidato.
A un mese o poco più dalla presentazione delle liste provinciali sembra infatti sempre più difficile che qualsiasi nome della società civile dell'Aquila - alternativo a Del Corvo - sia in grado di organizzare il consenso e di affrontare un'elezione vicinissima.
Insomma la strategia del coordinatore regionale è come quella di Fabio Massimo cunctator (il console romano soprannominato “il temporeggiatore”) la cui tattica, nella seconda guerra punica, era di sfiancare la resistenza di Annibale, il nemico di Roma.
E ricordo storico per ricordo storico, qualcuno pensa che questa di Piccone sia un “vittoria di Pirro”, cioè quella che ti fa vincere una battaglia, ma perdere la guerra: detto in altre parole, di fronte alla gestione di Piccone, nel Pdl avanza il timore che Del Corvo sarà candidato, ma si perderanno le elezioni.
Il temporeggiamento per arrivare ad imporre il candidato presidente ha infatti provocato finora non solo la blindatura di Del Corvo ma anche l'indebolimento complessivo della posizione di Piccone: prima è dovuto scendere a patti con Daniela Stati e con suo padre Ezio (quest'ultimo frequentava l'università della Dc quando l'ex sindaco di Celano era si e no all'asilo infantile), adesso pur di far passare Del Corvo dovrà scendere a patti con Giorgio De Matteis, il vero dominus della politica aquilana di centrodestra, quello che ha osato sfidare anche il presidente Gianni Chiodi sui problemi della ricostruzione.
In pratica la lista per le provinciali sembra già occupata militarmente da candidati di altre parrocchie, avendo il coordinatore regionale del Pdl sacrificato la difesa del candidato presidente Del Corvo oltre ogni limite di sicurezza.

GIULIANTE ASSESSORE, DI PAOLO CAPOGRUPPO?

Senza dire che una scelta così imposta potrebbe sacrificare anche l'assessore ai lavori pubblici Angelo Di Paolo, costretto a dimettersi e a fare lo scambio di poltrone con il capogruppo Giuliante, proprio per dare all'Aquila una visibilità ed una presenza in Giunta che Di Paolo non può assicurare per la sua provenienza dalla Valle Roveto. Una soluzione, quest'ultima, che non sarebbe gradita alla componente forzista del Pdl, visto che Di Paolo non ha un pedigree puro, ma è stato eletto con la lista Rialzati Abruzzo di Carlo Masci, ed al suo posto di capogruppo in Consiglio regionale vedrebbero meglio Luca Ricciuti che ha un curriculum più lineare.
Soprattutto Ricciuti potrebbe essere più protagonista (e non spettatore) della ricostruzione, come non ha fatto Di Paolo, troppo evanescente nel suo ruolo di assessore ai lavori Pubblici di fronte alla corazzata Bertolaso.
Un nome che evoca potere e che sarebbe il vero obiettivo della battaglia di Daniela Stati e del suo gruppo: nella trattativa per ritirare la sua candidatura si è parlato con insistenza della possibilità che ottenga le deleghe di Bertolaso, una volta che dal primo febbraio il presidente Gianni Chiodi sarà anche il Commissario per la ricostruzione.

NUOVO RUOLO DI CHIODI, MENTRE DI STEFANO RESTA SOLO

Un presidente che con le nomine dei manager alle Asl dell'Aquila e di Chieti sembra essersi svincolato dalla tutela del senatore Fabrizio Di Stefano che forse paga troppo in termini di potere alla sua lealtà verso Piccone.
La condivisione di molte scelte lo ha portato a subire critiche per vicende di cui non è personalmente responsabile e lo ha fatto ritrovare in un vicolo cieco.
Perché se Del Corvo vince le elezioni, saranno tutti contenti e tutti avranno contribuito, se Del Corvo perde, perdono solo Piccone e quelli che gli sono vicino. Strano però questo immobilismo del Pdl, aquilano soprattutto, che si è fatto sentire solo con Giuliante e con le critiche del gruppo di parlamentari che si è schierato contro Piccone: tutti sapevano che una delle spiegazioni per le frequenti visite del presidente Berlusconi all'Aquila era che i sondaggi davano in caduta libera proprio il Pdl aquilano e che il presidente con la sua presenza ha tenuto in vita, quasi con la respirazione bocca a bocca, un partito in stato comatoso.

A RISCHIO LE NOMINE ALLA SAGA E LA CANDIDATURA DI PRIMIO A CHIETI

Quello che preoccupa però di più l'ala ex An, è la sovraesposizione negativa di Di Stefano che inevitabilmente potrà avere conseguenze sulle scelte delle candidature per le prossime nomine, dalla Saga (è arcinoto che il futuro presidente lo ha indicato proprio il senatore di An al suo collega di partito Giandonato Morra, assessore regionale ai trasporti), all'Adsu (il diritto allo studio dell'università), al futuro candidato a sindaco di Chieti. Se la mancata nomina di Marco Napoleone all'aeroporto sarà un vero e proprio autogol della Regione che prima è alla ricerca di un tecnico e poi lo sacrifica ad un politico, l'indebolimento di Di Stefano potrebbe avere riflessi anche sulla scelta del candidato sindaco di Chieti.
Una spia del malessere attorno alla candidatura Di Primio (lo ripetiamo a scanso di equivoci: è l'unica candidatura possibile nel Pdl teatino) è l'uscita dalla sfera di influenza del senatore del candidato sindaco di Giustizia sociale, una lista civica creata dall'ex consigliere regionale Bruno Di Paolo che prima era data per fiancheggiatrice del Pdl.
Così come sono la stessa spia di malessere le voci su Liberato Aceto, ex Udeur, ex consigliere regionale anche lui ed espressione dei centristi moderati, e l'insistenza su un candidato della società civile, come il chirurgo Pino Bongarzoni, le cui quotazioni sono stabili nonostante il suo rifiuto, e che sarebbe in questo momento affiancato – se la scelta fosse indirizzata verso la società civile - dal nome di un docente universitario teatino.
In tutto questo marasma che fa il capitano del Titanic che sta per affondare?
Invece di restare fino all'ultimo al comando della nave, il senatore Piccone preferisce le vacanze esotiche mentre si gioca una complicatissima partita a poker.
Il rischio – in caso di sconfitta – è di restare in mutande.
O meglio in calzoncini da mare, pronto per le Maldive.

Sebastiano Calella 07/01/2010 19.32

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