Bonus per il Comune, ma è scontro tra opposizione e maggioranza

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E' polemica dopo il bonus da 734 mila euro ricevuto dal Comune di Pescara per aver rispettato il patto di stabilità.

Per il sindaco Mascia vale ben poco in confronto al «buco di bilancio lasciato dall'amministrazione di centrosinistra».
Rivendica l'importanza del risultato Camillo D'Angelo, ex vice sindaco dell'era D'Alfonso e ex assessore al Bilancio.
«E' un riconoscimento che colloca il Comune di Pescara al ventesimo posto nella graduatoria nazionale dei comuni che hanno rispettato nel 2008 il patto di stabilità e che favorirà la gestione dei conti per l'anno 2010», ha detto D'Angelo.
«E' un altro risultato del governo di centrosinistra che ci auguriamo non venga dilapidato dalla nuova amministrazione, al pari di quello che è già successo sul terreno delle opere pubbliche».
Per D'Angelo «al di là dei proclami, di ipotetici buchi nel bilancio svaniti nel nulla ora è il Governo che riconosce la solidità dei conti del Comune di Pescara e lo colloca tra le città più Virtuose d'Italia. Un risultato straordinario di cui tutta la città dovrebbe essere soddisfatta».
L'ex assessore al Bilancio si dice stupito del fatto che Mascia «ancora una volta, fa come lo struzzo, nasconde la testa per non vedere. Anzi pur di sminuire l'evidenza dei fatti si lascia andare ad affermazioni astiose e tutte basate su ipotetiche difficoltà nei conti del Comune, tutte da dimostrare».
Ma per l'attuale assessore al Bilancio, Eugenio Seccia, il Pd «si arrampica sugli specchi» e tenta di «confondere le acque e le carte e di salvare il proprio operato dissennato che ha lasciato le casse comunali con un debito fuori bilancio pari a 2milioni 200 mila euro, secondo una prima stima. Un debito che il Pd ha già archiviato come ‘debiti' non riconosciuti, fingendo di ignorare la montagna di carte pervenute al Comune da parte di uffici legali che pretendono il pagamento di somme per lavori eseguiti dalle varie ditte sulla base di semplici telefonate di assessori, ex sindaco e dirigenti».
«Purtroppo», continua Seccia, «il debito c'è, esiste, è concreto e reale e, soprattutto, ha esposto l'amministrazione comunale e le casse cittadine a un enorme contenzioso che ricadrà sulle spalle del territorio. E poi la bolletta della luce per 1milione e mezzo di euro mai pagata in due anni alla Sorgenia: oggi il Pd afferma che i soldi in bilancio sono stati sempre previsti, ma di non aver potuto pagare le somme per rispettare il patto di stabilità, ammettendo, dunque, una gestione dissennata delle casse comunali e, anche in questo caso, esponendo l'amministrazione a un pesante contenzioso, oltre che al rischio di vedersi tagliare l'erogazione di energia elettrica nelle scuole materne, elementari e medie».
«Fa sorridere – hanno proseguito l'assessore Seccia e il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri – il misero e maldestro tentativo del Pd di nascondere i propri macroscopici errori addirittura nascondendosi dietro l'operato della vecchia giunta Pace, un'amministrazione, sfortunatamente per il centro-sinistra e il Pd, mai finita però all'attenzione della magistratura contabile o penale per fatti inerenti il Comune».

07/01/2010 16.36