Candidature Pdl, salta riunione romana. Stati e Di Primio in campo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' saltata ieri sera a Roma la riunione del coordinamento nazionale che doveva esaminare le candidature a presidente della Provincia dell'Aquila e a sindaco di Chieti.
Come avevamo previsto, la mancata presenza dei deputati del Pdl, in aperta contestazione dei metodi del coordinatore regionale Filippo Piccone, ha provocato il rinvio dell'incontro a data da destinarsi. Certamente se ne riparlerà ai primi di gennaio, data entro la quale soprattutto per la candidatura all'Aquila si dovrà prendere una decisione.
Lo conferma anche l'assessore Daniela Stati che a proposito della sua “autocandidatura” spiega che «parlare solo delle prossime elezioni alla Provincia dell'Aquila è riduttivo. Come noto, mi sono proposta in forma provocatoria non per un posto in più, ma per invocare il rispetto del territorio a cui appartengo, degli elettori del Pdl tutto e per sollecitare una maggiore partecipazione nel partito».

STATI: «PIÙ DEMOCRAZIA INTERNA E PIÙ PARTECIPAZIONE NEL PDL»

Ma ha avuto risposte dal coordinatore?
«Nessuna, ma non dispero – ha continuato – perché io non faccio la battaglia personale di visibilità. Avverto semplicemente la necessità di un soggetto politico che assicuri la democrazia interna al Pdl e che coordini le richieste del territorio. Vorrei cioè conoscere le regole del dibattito interno ed eventualmente dire la mia opinione». E' vero che se ci sarà una sua lista all'Aquila avrà l'appoggio di Casini?
«Non ne so niente. Se fosse vero, l'interesse mi lusingherebbe, ma io non sono candidata, non cerco sponde al di fuori del mio partito e non debbo fare la guerra al Pdl. Semmai dentro il Pdl, dove come riferimento ho il presidente Chiodi e Silvio Berlusconi, mi batterò per conoscere le regole del dibattito interno e per far emergere le varie anime del partito. Detto in parole povere: ci deve essere un tavolo che sceglie le candidature e in questa partita io non voglio essere solo spettatrice».
Dunque prende vigore la fronda contro il coordinatore Filippo Piccone, la cui posizione esce indebolita da questo braccio di ferro con i suoi oppositori, perché se la politica è fatta di rapporti di forza, il rinvio della riunione romana misura la debolezza di chi l'ha convocata e non è riuscito a concluderla.
Il che mette ancora in difficoltà la ratifica della candidatura di Umberto Di Primio a Chieti, per il quale scende in campo il coordinatore provinciale Pdl Mauro Febbo con una lunga dichiarazione.

MAURO FEBBO: «TRANQUILLI, DI PRIMIO SARÀ IL CANDIDATO A CHIETI»

«Secondo alcuni organi di stampa – scrive Febbo – questa candidatura non sarebbe condivisa da tutti. Non è così. Tutti i passaggi: locale provinciale e regionale hanno fatto registrare l'unanimità su Di Primio, il migliore dei candidati possibile».
La decisione su Di Primio, ricorda Febbo, «è stata proposta non solo dai due coordinamenti cittadini presieduti da Emiliano Vitale, ex An e da Roberto Iezzi, ex Fi; ha trovato il sostegno pieno di
tutti e 13 i consiglieri comunali che si riconoscono nel Pdl e nel centro destra, di Organizzazioni sindacali, di Associazioni e Movimenti cittadini».
«Riteniamo», ha aggiunto Febbo, «pertanto di aver individuato nella figura di Umberto Di Primio quella di un candidato sindaco giovane, profondamente radicato nel territorio e nelle sue diverse
articolazioni, con una grande esperienza politica e amministrativa alle spalle che lo ha visto ricoprire ruoli di grossa responsabilità nell'Amministrazione comunale di
Chieti. Contiamo, prima delle prossima Epifania, di illustrare il programma presentandolo ai cittadini insieme alla candidatura a sindaco di Umberto Di Primio».


Sebastiano Calella 23/12/2009 16.09