Comune Chieti: spunta candidatura Bongarzoni. Pdl in crisi per errori di Piccone

Alessandro Biancardi

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Comune Chieti: spunta candidatura Bongarzoni. Pdl in crisi per errori di Piccone
ABRUZZO. E' appesa ad un filo la candidatura di Umberto Di Primio a sindaco di Chieti.
Si fa strada al suo posto quella di Pino Bongarzoni, noto chirurgo e docente universitario, che in effetti non sta facendo nulla per ottenere la nomination perché la sua notorietà è ampiamente trasversale e diffusa in tutta la città.
La candidatura Di Primio, forse lanciata troppo presto, invece, è in crisi per motivi procedurali.
Ma spesso nei partiti ci si nasconde dietro il mancato rispetto delle regole statutarie quando non si è d'accordo e non lo si può dire pubblicamente per non danneggiare l'immagine di unità che una candidatura deve avere.
In questo caso ad essere contrari sono esponenti nazionali del Pdl, sia in quota An che in quota Forza Italia.
In realtà l'avvocato Di Primio è stato anche vice sindaco con Nicola Cucullo, ha esperienza amministrativa di lungo corso sia di maggioranza che di opposizione, ha una visibilità ormai consolidata come oppositore del sindaco uscente, Francesco Ricci, ha dalla sua tutta Alleanza Nazionale ed è stato capace di fare anche qualche passo indietro nel partito al momento delle passate elezioni regionali.
Come dire - in soldoni - che la candidatura se l'è ampiamente meritata e che gli è stata promessa sia da Mauro Febbo che da Fabrizio Di Stefano, i quali stanno facendo di tutto per spianargli la strada.
Le frizioni sotterranee, ma non tanto, all'interno del Pdl stanno però rimettendo in discussione una candidatura che sembrava blindata in forza dell'accordo tra il senatore Fabrizio Di Stefano ed il coordinatore regionale Filippo Piccone: quest'ultimo decide la candidatura alla Provincia dell'Aquila, il senatore teatino ha mano libera su Chieti.

GLI ERRORI DI PICCONE PESANO

Però entrambi i nomi designati per la Provincia dell'Aquila e per il Comune di Chieti, cioè rispettivamente Antonio Del Corvo (commercialista di Celano e vice sindaco di questo centro marsicano dal 1995, eletto nel listino di Gianni Chiodi) e Umberto Di Primio sono in difficoltà a causa della conduzione regionale un pò troppo personalistica del Pdl.
E l'isolamento del coordinatore Piccone è aumentato quando ha reagito in modo poco diplomatico alle contestazioni di Maurizio Scelli, Daniele Toto, Maurizio De Angelis e Giovanni Dell'Elce, quattro parlamentari che gli contestano proprio la conduzione solitaria del partito.
Il coordinatore ha reagito polemicamente cercando lo scontro, invece, della mediazione e sostenendo che i quattro parlamentari sono “fuori dal territorio”, come se l'unico ad avere seguito nel Pdl della Regione fosse solo lui, il senatore Piccone, quello soprannominato “chi l'ha visto” o meglio “chi lo ha sentito”, vista la sua notoria allergia al telefono cellulare.
Tra l'altro a lui vengono contestati anche alcuni interventi autoritari, come quello che ha portato ad alcune modifiche non concordate dei componenti del Coordinamento provinciale del Pdl di Chieti, emendato d'ufficio con la cancellazione di personaggi rappresentativi di Forza Italia della prima ora, come il consigliere Giuseppe Tagliente.
Ora è stato proprio questo coordinamento a licenziare a livello locale la candidatura Di Primio, che perciò al momento dell'esame romano si presenta come una candidatura di parte e non completamente condivisa. In pratica c'è il rischio che Di Primio paghi per colpe non sue.

DI PRIMIO IN MISSIONE A ROMA PER CERCARE FINI

Tant'è vero che lo stesso Di Primio, consapevole di questa situazione anomala, si è precipitato a Roma per parlare con Gianfranco Fini e chiedere il suo appoggio. Ma anche in questo caso la situazione politica generale ha complottato contro di lui, perché l'incontro con il Presidente della Camera è incappato nel momento di crisi dei rapporti all'interno di An , proprio quando Fini era impegnato nella conta dei parlamentari suoi fedelissimi.
La risposta è stata, infatti, interlocutoria: né no né sì, che in politica vuol dire al “momento non posso”, tanto che gli ha consigliato di “parlarne con Ignazio” (La Russa) che è il punto di collegamento di An con il Pdl.
In sostanza Fini teme un agguato alla candidatura di Di Primio al momento delle decisioni romane, in quanto sia Marco Martinelli, il responsabile dell'organizzazione Pdl, che Marcello De Angelis, onorevole dell'Aquila in rotta con Di Stefano, starebbero aspettando il turno dell'Abruzzo per far pesare il loro dissenso, dopo il varo delle candidature del Veneto e del Piemonte.
Tra l'altro lo stesso De Angelis starebbe pensando ad una lista civica per le elezioni aquilane, convinto com'è che per lui non ci sarà più spazio se vincono la linea politica di Di Stefano e la “celanizzazione” del Pdl con la candidatura Del Corvo.

DANIELA STATI PRONTA A CANDIDARSI ALL'AQUILA CONTRO LA “CELANIZZAZIONE” DEL PDL

Un'operazione quest'ultima che trova la fiera opposizione anche dell'assessore regionale, Daniela Stati, che da tempo ha contestato la leadership di Piccone proponendo la sua autocandidatura come presidente della Provincia dell'Aquila.
Una sfida in piena regola, tra l'altro molto temuta perché potrebbe coagulare l'interesse di altri partiti di Centro in chiave anti Piccone.
Insomma si andrebbe ad una conta dei voti reali, al di là del risultato finale che dipende in buona parte anche dal terremoto e dalla presenza del presidente Berlusconi.
Ed ecco allora che anche a Chieti, sempre in chiave anti-celanese, riprende quota nel centrodestra la candidatura alternativa di Giuseppe Bongarzoni, di cui sottovoce si parlava da tempo: sarebbe lui il candidato ideale per l'elettorato moderato di Chieti, quello non particolarmente politicizzato.
A quanto se ne sa, l'interessato, pur lusingato delle attenzioni, farebbe qualche resistenza sulla compatibilità dell'incarico di primo cittadino con la sala operatoria, ma nel Pdl c'è chi lo sponsorizza fortemente e non da oggi. Come si ricorderà, infatti, qualcuno gli aveva offerto anche la candidatura al Senato ed oggi sta cercando di fare pressioni su di lui che però avrebbe già detto no alle varie missioni esplorative.

IL SILENZIO DI GIANNI CHIODI

E Gianni Chiodi?
Che dice il presidente della Regione?
Per il momento “non dice”.
Nel senso che non si esprime a favore o contro, perché in realtà a lui fa comodo politicamente un partito debole che non gli sia di ostacolo nella gestione della Giunta, dalla Sanità, ai rifiuti, alla ricostruzione di cui è commissario, alle nomine negli enti regionali.
Al massimo il presidente si augura - e magari ci sta lavorando - che il prossimo coordinatore regionale del Pdl sia il senatore Paolo Tancredi, teramano doc, che chiuderebbe così il cerchio dell'operazione di “teramanizzazione” dell'Abruzzo.
Non a caso per oggi è prevista una riunione dei parlamentari abruzzesi del Pdl per confermare le candidature da portare a Roma, dopo che martedì scorso è saltata una riunione del Coordinamento nazionale perché mancava la presentazione della candidatura aquilana.
Insomma un altro errore di Piccone che rischia di pesare sull'incolpevole Di Primio. Oggi comunque ci saranno solo i senatori (Di Stefano, Piccone, Pastore e Tancredi) visto che gli onorevoli sono dissenzienti.
Su Chieti, dato per scontato l'appoggio a Di Primio da parte dei primi due, il terzo voto favorevole, decisivo per essere comunque maggioranza, sarebbe proprio quello del senatore Tancredi. Ma la strada per la candidatura Di Primio si è fatta improvvisamente in salita.

Sebastiano Calella 22/12/2009 8.21

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