Parco Gran Sasso. Nomina Diaconale, Ruffini (Pd) torna all'attacco

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, torna sulla nomina di Arturo Diaconale a presidente del Parco Gran Sasso Laga presentando un’interpellanza in Consiglio Regionale.


Ruffini si era già interessato del problema presentando una risoluzione in data 31 marzo 2009.
Il documento, che fu discusso in Consiglio regionale che lo approvò all'unanimità, impegnava il presidente e la Giunta regionale ad attivarsi presso il Ministro Prestigiacomo per riattivare gli organi statutari dell'Ente Parco, inoltre a far sì che si procedesse, come stabilito dalla Legge 394/91, a designare un Presidente di riferimento dei territori, condiviso tra le Regioni di Abruzzo, Marche e Lazio.
«Ad oggi», dice Ruffini, «devo rilevare che nulla è cambiato. Arturo Diaconale è ancora commissario straordinario del Parco Gran Sasso Laga .Nessun provvedimento è stato preso per nominare un nuovo Presidente di riferimento dei territori condiviso tra le Regioni di Abruzzo, Marche e Lazio e gli organi statutari dell'Ente, necessari all'organizzazione e alla programmazione del Parco non sono stati ancora riattivati».
Secondo il consigliere del Pd la scelta di Diaconale non rispondeva a dei criteri di competenza tecnico-professionali oltre alla fondamentale appartenenza territoriale (Diaconale è nativo di Montorio al Vomano ma vive a Roma). Inoltre, aggiunge Ruffini, «il protrarsi del commissariamento di un Ente come il Parco, che si prolunga dal 1 marzo 2006, costituisce motivo di distacco delle comunità locali rispetto all'organo di governo di una realtà molto complessa. Quest'anno i dati comparsi sulla stampa ci dicono che il turismo nelle zone interne è diminuito considerevolmente. L'immagine del Parco Gran Sasso, che doveva essere rilanciata da Diaconale, non è affatto migliorata, al contrario del nostro Parco non se ne parla più come uno dei piu importanti in Italia».
«Visto che risulta essere stata avviata l'intesa tra le Regioni Abruzzo, Marche e Lazio per la scelta del presidente del Parco», dice Ruffini, «ho sollecitato di nuovo il presidente e la Giunta Regionale per chiedere se corrisponde al vero questa notizia e quale proposta è stata o verrà avanzata dalla Regione Abruzzo per la scelta del Presidente».
Nell'interpellanza Ruffini ha inoltre chiesto se verrà rispettata nella scelta del presidente il criterio dell'appartenenza al territorio del Parco, così come stabilito dalla Legge 394/91 e precisato nella risoluzione approvata dal Consiglio Regionale in data 31 marzo 2009.
«Mi auguro che dall'intesa delle Regioni la Regione Abruzzo faccia sentire il suo peso nella scelta un presidente autorevole, radicato ed espressione dei territori del Parco»

18/12/2009 8.48