Paolucci e Fina:«Pdl strumentalizza sisma: Berlusconi a Natale a mani vuote»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Non è accettabile che chi sta pesantemente discriminando le famiglie e le imprese aquilane si prenda anche la libertà di accusare i sindaci e gli amministratori locali di strumentalizzare il dramma del terremoto».


Lo afferma il segretario regionale del PD abruzzese Silvio Paolucci irritato per il comportamento degli ultimi giorni del Governo.
«Berlusconi», ha tuonato Paolucci, «tornerà ad utilizzare L'Aquila come set pubblicitario la notte di Natale, e per di più lo farà a mani vuote. Non sappiamo con quale coraggio, dopo aver pesantemente discriminato L'Aquila rispetto a chi ha subito i terremoti di Umbria, Marche e Molise, il premier possa tornare a dire che qui è tutto in ordine» dice Paolucci, «il PD non resterà in silenzio: difenderà il diritto degli aquilani a ricevere un trattamento dignitoso, e non ad autofinanziarsi la ricostruzione».
«Alla manifestazione di ieri» aggiunge Michele Fina, segretario provinciale del PD aquilano, «erano presenti esponenti delle istituzioni e persone comuni, perché non si può pensare di tornare a pagare le tasse quando le macerie sono ancora lì. Al dramma economico e sociale che vive L'Aquila» dice Fina «il governo risponde con cavilli e differimenti, senza cambiare la sostanza: le tasse si torneranno a pagare da subito, a differenza di quanto avvenuto altrove. È per questo» annuncia il segretario del PD aquilano «che non abbasseremo la guardia».
Fina ha annunciato che chiederanno ancora la mobilitazione dei cittadini per ottenere la proroga della sospensione dei pagamenti e una equa restituzione delle tasse non versate. «Pagare le tasse e restituire quelle pregresse vuol dire essere tornati nella normalità: davvero il governo Berlusconi pensa che L'Aquila sia tornata ad essere una provincia “normale”?».
Intanto il presidente della Commissione “Lavori pubblici” del Consiglio regionale Luca Ricciuti ha sollecitato un intervento normativo attraverso ordinanza o provvedimento della Protezione Civile affinché si chiariscano le determinazioni per le abitazioni definite B e C ricadenti nel perimetro della zona rossa dei Comuni terremotati.
«Al momento siamo a conoscenza che il 18 dicembre prossimo scade il termine per la presentazione dei progetti relativi alle case B e C dell'area interessata dal sisma – precisa Ricciuti - non si possiamo però annoverare in quella schiera tutte le case che dopo la ridefinizione delle zone rosse nei centri storici solo da poco hanno ricevuto questa collocazione».
«Infatti , per la richiesta di ammissione ai contributi per la ricostruzione occorre dare un tempo congruo anche a chi ha solo da poco avuto notizia di essere fuori dalle zone rosse ed avere una abitazione B o C. Migliaia di interventi rischiano di essere vanificati in tutta l'area interessata che comprende numerosi Comuni oltre quello dell'Aquila, ai quali va riconosciuta una proroga o una diversa collocazione assimilabile alle altre case che ricadono nella stessa zona rossa”. “C'è certamente bisogno di un chiarimento – ha concluso Ricciuti – che consenta a tutti di avere tempi certi e riferimenti sicuri oltre che precisi ai quali fare riferimento».

12/12/2009 10.31