Pd:«Ma quali debiti, solo bufale e mistificazioni da una giunta ciuccia»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Partito Democratico cittadino questa mattina era un fiume in piena contro tutti, senza risparmiare colpi per la stampa e per la nuova e vecchia amministrazione di centrodestra.
Ne hanno avute per tutti, i consiglieri Gianluca Fusilli, Camillo D'Angelo, Enzo Del Vecchio e Moreno Di Pietrantonio che hanno scandagliato carte e documenti vecchi e nuovi per dimostrare che «i debiti fuori di bilancio non ci sono» e per di più che «la storia dei debiti ereditati si ripete». Per la foga nello spiegare, le voci a tratti si sono sovrapposte tanta era la voglia di dare le dovute spiegazioni alla stampa.
Il tutto è stato cadenzato da qualche leggero pugno sul tavolo probabilmente volto a dare risalto al parlato.
«Sono tutte castronerie», ha dichiarato Fusilli, «non c'è nessun buco. Da mesi continuano le paginone dei giornali sui buchi che invece i Revisori dei Conti hanno smentito in Consiglio Comunale alla presenza del sindaco, che è sbiancato, e dell'assessore Seccia che a quel punto si sarebbe dovuto dimettere. Era stato sbugiardato dal revisore dei conti su tutto quello che aveva contestato. Buco? No, 1,2 mln in più di entrate certificate; crediti prescritti? No, ha detto il revisore. Swap? Non se n'è saputo più nulla; bolletta? Grande bufala».
Per quanto riguarda la bolletta, Del Vecchio ha messo sul tavolo- della polemica ormai politica- i vari impegni di spesa relativi ai costi della luce.
«Ci sono 4 determine dirigenziali - ha spiegato - che impegnano il Comune per i costi della luce: una da 1 mln, una da 2,8 mln, una da 1, 7 mln e un'ultima da 870 mila. Quindi i soldi sono stati stanziati e ci sono».
D'Angelo ha ricondotto il problema del mancato pagamento della bolletta a Sorgenia (nuovo fornitore del servizio elettrico subentrato all'Enel) al fatto che non era stata fatta la domiciliazione della bollette sul conto del Comune e che quindi le fatture erano passate nel dimenticatoio «in qualche cassetto del palazzo».
«Ci hanno premiato con 700 mila euro per aver sempre rispettato il patto di stabilità…dobbiamo dirle tutte le cose.. voi dovete scrivere sui documenti». ha detto D'Angelo rivolgendosi alla piccola platea di giornalisti.
Peccato che ogni volta trovare un documento- facciamo notare- sia un calvario senza distinzioni di colore politico.

DEL VECCHIO: «IMPRESE CHIEDONO SOLDI PER LAVORI NON RICONOSCIUTI»

«La maggioranza dice che ci sono debiti di 2 mln per lavori comandati senza impegni di spesa, ma che si andassero a leggere le carte ufficio per ufficio. Da quella lista che hanno fatto potete togliere la somma di 460 mila euro richiesta da Cfm per la segnaletica stradale perché gli uffici hanno verificato e scritto che in molti casi i lavori effettuati e le richieste non corrispondono».
Da stornare dai 2 mln di euro di presunti debiti di bilancio scoperti dall'assessore al Bilancio Eugenio Seccia e dal capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri, ci sarebbero anche le prestazioni della Garden Gardenia ( 240 mila euro) e Renzetti (180 mila) perché «non riconosciute dal Comune». Invece per le spese di Solecesi e Sorman (in totale oltre 300 mila euro) sarebbe stata prevista già in passato una variazione di bilancio a copertura della spesa, come ha assicurato il consigliere Del Vecchio.
«Nell'elenco- ha aggiunto Del Vecchio- sono state riportate cifre per le quali non ci vuole l'impegno di spesa come l'assistenza di alcuni notai, oppure la pubblicità per alcuni piccoli eventi: queste sono normali attività amministrative».
Del Vecchio ha sottolineato ogni singolo elemento dell'accusa mossa dal centrodestra: «il milione che il Comune dovrà pagare perché l'impresa Caldora ha vinto la causa, deriva da una mancata concessione edilizia del 1999, che quindi la giunta Pace aveva negato. Non dipende da noi se dobbiamo pagare ora».
«Ci aspettiamo che la polemica smetta e che la maggioranza sia meno ciuccia e meno presuntuosa» ha chiosato il consigliere. «La polemica del centrodestra è solo un danno a Pescara» ha concluso D'Angelo.

QUESTIONE DI CORSI E RICORSI STORICI…

Pare che la prassi di lasciare un po' di debiti nei cassetti degli uffici sia bipartisan.
«La prima volta che siamo arrivati in Comune noi, la Giunta Pace aveva tantissimi debiti come 1,7 mln di euro che doveva alla Gtm per chilometraggi fatti fuori dalla normale convenzione» ha affermato Del Vecchio sfogliando alcune carte con cifre e nomi «avremmo dovuto montare un caso per ogni debito che c'era? Era stata sì una cattiva gestione ma noi abbiamo messo riparo senza creare un “caso”».
La storia giustifica i metodi, si dirà.

m.r. 10/12/2009 17.08

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/23982-Scoperti-2-mln-di-debiti-per-lavori-comandati-da-D-Alfonso]IL BUCO DI 2 MLN[/url]

IL PD SI ARRAMPICA SUGLI SPECCHI

«Si arrampica sugli specchi il Partito Democratico e, sperando di confondere le acque e le carte, tenta di salvare il proprio operato dissennato che ha lasciato le casse comunali con un debito fuori bilancio pari a 2milioni 200 mila euro, secondo una prima stima», ha commentato l'assessore al Bilancio Eugenio Seccia.
«Ancora una volta i consiglieri del Pd hanno perso un'ottima occasione per tacere, fare mea culpa e chiedere scusa alla città per come hanno amministrato il territorio per sei anni – hanno ribadito l'assessore Seccia e il capogruppo Sospiri. Gli stessi consiglieri comunali del Pd hanno candidamente ammesso che quelle opere non avevano la copertura richiesta per legge, e oggi hanno anche affermato che quelle somme non sono state riconosciute dal Comune perché riguarderebbero lavori non autorizzati. Forse però il Pd finge di ignorare che, come hanno ricordato i legali dell'azienda, la passata amministrazione di centro-sinistra avrebbe dovuto fermare gli operai mentre disegnavano strisce pedonali non autorizzate».
In merito al ‘caso' di Tributi Italia, il capogruppo Sospiri ha sostenuto che «oggi il Pd rivendica meriti che non ha, relativamente all'azione intrapresa nei confronti di Tributi Italia, vicenda scoperta e rivelata alla città dalla nostra amministrazione subito dopo l'insediamento. Non solo: oggi il consigliere D'Angelo ha evitato di ricordare la nota di censura emessa con provvedimento di giunta nei confronti di uno dei Revisori dei Conti che aveva osato denunciare la vicenda, un atto di inaudita gravità sulla quale, ovviamente, il Pd ha preferito glissare».
11/12/09 9.28

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