«Ancora senza fondi i disabili psichici terremotati e gli operatori»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La gestione della Sanità nel mirino dell'opposizione. Per l'estrema sinistra «risolvere urgentemente i problemi per i disabili psichici». Per Idv: «teatrino ai limiti della decenza».



A fine aprile Maurizio Acerbo, consigliere regionale Prc e Antonio Saia, consigliere regionale PdCi avevano denunciato la questione delle borse lavoro per i disabili psichici.
Soldi a disposizione non ve ne erano e i due avevano richiesto che fossero finanziate soprattutto per quanto riguardava la situazione dei terremotati aquilani.
Il Consiglio regionale aveva approvato una risoluzione proposta dai due consiglieri per lo sblocco dei fondi da parte del commissario Redigolo.
Ottenuto il rifinanziamento qualcosa però continua a non funzionare.
«Apprendo da diretti interessati», spiega Acerbo, «che a mesi di distanza la situazione aquilana è ancora bloccata probabilmente per problemi amministrativi interni alla Asl. Ricordiamo che tra i terremotati vi sono anche 30 utenti del progetto Armonia ei 30 utenti assegnatari di borse lavoro, nonchè 11 operatori rimasti senza stipendio».
Il consigliere di Rc sottolinea che «60 disabili aquilani continuano inspiegabilmente a essere espropriati di un fondamentale percorso riabilitativo. Gli operatori continuano a lavorare da mesi senza stipendio con ammirevole dedizione».
Acerbo e Saia invitano l'assessore Venturoni e il presidente Chiodi a «intervenire immediatamente».

IDV: «L'INCAPACITA' DEL CENTRODESTRA»

Critico sulla situazione generale della Sanità, invece, il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli, secondo il quale «sulle vicende sanitarie della nostra regione si sta continuando da un anno un teatrino, che ha raggiunto i limiti della decenza con il commissario Redigolo che fa proclami delle cose da fare come se non fosse lui il plenipotenziario inviato da Roma e con Chiodi che fa pellegrinaggi per chiedere più soldi, quando da tempo, come avevamo chiesto, si sarebbe dovuto muovere per una nuova ricontrattazione di un piano di rientro del deficit impossibile da sostenere».
Esempio eclatante, per Mascitelli, sarebbe la situazione dei lavoratori del Gruppo Villa Pini: «la Giunta regionale sta continuando a rinviare e nascondere le proprie responsabilità politiche e soprattutto morali, senza affrontare il cuore del problema e perpetuando una presa in giro a danno dei lavoratori. La nostra preoccupazione è che quando, già in evidente ritardo, verrà decisa la sospensione dell'accreditamento del gruppo Villa Pini, questo non significherà la possibilità di risolvere, a stretto giro di posta, l'angosciante attesa dei 1.600 dipendenti di ricevere gli stipendi arretrati di parecchi mesi, per esser messi in condizioni di tornare a una vita normale, e trascorrere un Natale che sia veramente un Natale».
Per Mascitelli bisogna prepararsi almeno a garantire al più presto la protezione sociale di una cassa integrazione in deroga concessa in casi di ristrutturazione o crisi aziendali «e per fare questo occorreva sin dall'inizio una ferma e capace guida politica, che evidentemente è mancata. Se non vogliono continuare questa presa in giro, vista la loro palese incapacità, è urgente e necessario, a questo punto, convocare un tavolo istituzionale aperto alle rappresentanze di tutte le forze politiche per affrontare una delle più grandi vertenze del lavoro che l'Abruzzo ricordi negli ultimi decenni».

10/12/2009 13.46