Trasferimento a Pescara per i Servizi Politiche Culturali? Pd interroga Chiodi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA - La notizia del possibile trasferimento delle competenze dei Servizi Politiche Culturali e Beni Culturali dalla sede dell'Aquila a quella di Pescara ha messo in allerta i Consiglieri regionali del Partito Democratico Giovanni D'Amico e Giuseppe Di Pangrazio.
I due consiglieri hanno nuovamente interrogato il presidente della Giunta Regionale e l'Assessore Carpineta, affinché chiariscano nel merito la notizia.
«Chiediamo se è vero – incalzano i consiglieri – che, in base alla proposta di riorganizzazione della Direzione Sviluppo del Turismo e Politiche culturali, si intende trasferire molte delle competenze dei Servizi Politiche Culturali e Beni Culturali dalla sede dell'Aquila a quella di Pescara, lasciando a L'Aquila le sole, minime, competenze relative ai fondi regionali, cioè una percentuale marginale dell'intero comparto culturale.
Nel caso in cui ciò sia confermato – proseguono D'Amico e Di Pangrazio -  chiediamo se davvero questa Giunta intenda portare avanti una tale proposta».
Già a seguito della delibera di Giunta regionale del 9 febbraio 2009 n. 31, con la quale si procedeva al riordino delle Direzioni Regionali, i consiglieri D'Amico e Di Pangrazio avevano evidenziato il serio rischio che alcune Direzioni e interi Servizi della Regione venissero spostati dalla sede istituzionale dell'Aquila a quella di Pescara, producendo inefficienze dal punto di vista organizzativo e gestionale, nonché ledendo le funzioni del Capoluogo di Regione.
Ora la notizia del possibile trasferimento dei Servizi della Direzione Cultura dalla sede dell'Aquila a quella di Pescara non fa che confermare tale rischio.
«Chiediamo al presidente della Giunta e all'Assessore Carpineta – proseguono D'Amico e Di Pangrazio - di spiegare le ragioni di una simile scelta, una scelta che spoglia di competenze e attività la sede dell'Aquila e che si pone in assoluto contrasto non solo con quanto previsto dall'art. 43, comma 2, dello Statuto, ma  anche e soprattutto con la urgente necessità, riconosciuta a quanto pare solo a parole da questa Giunta, di sostegno alle attività lavorative ed alla ripresa socio-economica dell'Aquila a seguito del sisma del 6 aprile».
10/12/09 10.42