Coletti: «bisogna fermare le lotte intestine nel Pd»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «E’ necessaria una seria riflessione nel Pd teatino». A chiederla è l'ex presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti.


Tante le conflittualità interne nelle varie realtà della provincia che si trascinano da tanto e che si sono acuiti in vista del prossimo congresso provinciale.
«I congressi», spiega Coletti, «normalmente, soprattutto nel partito democratico, sono momenti di esaltazione della democrazia interna e momenti di confronto sui temi riguardanti le comunità di riferimento».
In provincia di Chieti, invece, il congresso provinciale, che si svolgerà con il metodo delle primarie, si sta trasformando in una corsa sfrenata a quello che Coletti chiama «riposizionamento personale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Sono problemi che non riguardano i nostri cittadini e le famiglie sempre più in difficoltà a causa della crisi in cui ci ha trascinato una politica dissennata del centro/destra, sempre più lontana dai problemi delle classi più deboli della nostra società».
Per Coletti la questione è serie e gli organi del Partito dovrebbero «avere la capacità di comporre le varie posizioni politiche ed operare nel rispetto delle norme che regolano la vita interna del Partito».
«Il Partito Democratico», continua l'ex presidente, «è l'asse portante della coalizione di centro/sinistra che ha ben operato in Provincia dal 2004 al 2009 e ben opera laddove è alla guida degli enti locali».
Coletti chiede un Pd «coeso, forte, con organi e dirigenti rappresentativi capaci di garantire a tutti gli aderenti la possibilità di un sereno confronto sulle problematiche che riguardano i cittadini. Il congresso è una utile occasione per cogliere risultati positivi e per meglio radicare il Pd sul territorio. Per quanto mi riguarda», conclude, «farò la mia parte in questa direzione, indipendentemente dai risultati congressuali».

04/12/2009 9.39