Tar smentisce Chiodi: «non allo scioglimento amministrazione Rocca S. Maria»

Alessandro Biancardi

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ROCCA SANTA MARIA. Il Tar dà ragione a Ruffini.Chiodi non poteva sciogliere l'amministrazione separata di Rocca S.Maria.



Il Tar Abruzzo con sentenza del 10 novembre scorso ha dato ragione all'amministrazione separata di Rocca S.Maria.
Il ricorso era stato presentato contro il Decreto n. 23/09 del presidente della Giunta regionale con cui si disponeva lo scioglimento del comitato dell'amministrazione separata dell'Antica Università Agraria e l'affidamento temporaneo fino a nuove elezioni delle relative funzioni al sindaco del Comune di Rocca S. Maria.
Inoltre erano state indette le elezioni anticipate per la ricostituzione del disciolto Comitato dell'amministrazione separata.
Elezioni che dopo questa sentenza si svolgeranno alla scadenza naturale del 2011.
Sulla vicenda il Consigliere regionale Claudio Ruffini (Pd) aveva presentato a maggio 2009 un'interpellanza per chiedere quali erano «gli intendimenti che la Giunta vuole adottare nei confronti dell'amministrazione separata di Rocca Santa Maria».
Una risposta che Ruffini riceverà martedì 17 novembre nel corso della seduta del Consiglio Regionale, dove per l'appunto è all'ordine del giorno la discussione dell'interpellanza presentata dal Consigliere teramano.
«Credo che la sentenza del Tar abbia ristabilito la correttezze e la legalità», commenta oggi Ruffini. «Lo scioglimento dell'amministrazione separata rappresenta una decisione di estrema gravità giacché sottrae il governo delle proprietà collettive di uso civico ai rappresentanti democraticamente eletti dai frazionisti per affidarle ad un soggetto terzo».
A fronte di un provvedimento di «portata lesiva dei principi di democrazia rappresentativa», il presidente della Regione, secondo Ruffini, «non ha offerto alcuna motivazione in dispregio delle regole più elementari che impongono di dare ragione delle scelte operate».
In buona sostanza, continua il consigliere regionale d'opposizione, «l'azzeramento di un organo democraticamente eletto era stato deciso da Chiodi esclusivamente per adesione acritica alla istanza avanzata dal sindaco di Rocca S.Maria il quale denunciava irregolarità contabili che lo avrebbero dovuto indurre a promuovere iniziative giudiziarie».
E' accaduto, però, che il primo cittadino piuttosto che rivolgersi alla magistratura per far accertare le accuse rivolte alla amministrazione separata, «si è rivolto impropriamente all'organo istituzionale di vertice, perché questi, aderendo alle sue sollecitazioni, provvedesse alla decapitazione dell'amministrazione separata».
«La gravità del comportamento di Chiodi», continua Ruffini, «è rivelata dal fatto che questi avrebbe dovuto accertare il fondamento delle accuse rivolte all'Amministrazione separata e non dare credito alle affermazione di Ciapanna».

16/11/2009 9.17