Piano Triennale Opere, Mascia: «la mia coalizione è compatta»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8450

PESCARA. Il Piano Triennale delle Opere pubbliche di Mascia è «la visione condivisa del territorio maturata dall’intera coalizione di governo».


E' convinto di ciò il primo cittadino, Luigi Albore Mascia, che cerca così di ricompattare un gruppo, il suo, che si sta smembrando e che, da quanto emerge quotidianamente dalla stampa locale, dimostra di avere idee contrastanti su quello che sarà il futuro urbanistico della città.
Ma il sindaco è ottimista e assicura che «quel Piano rappresenta la traduzione del programma elettorale per il quale 40mila cittadini mi hanno dato la propria fiducia e mi hanno voluto sindaco di Pescara».
E questa condivisione di intenti e idee sembra stridere con la decisione di qualche giorno fa del capogruppo del Pdl al Comune, Lorenzo Sospiri, che ha presentato le proprie dimissioni.
Una idea che non è piaciuta al sindaco che secondo Sospiri non nasconderebbe attriti di sorta: «comprendo i momenti di stanchezza, naturali dopo mesi di intenso impegno», ha commentato il primo cittadino, «ma penso che il capogruppo sia perfettamente in grado di conciliare in modo impeccabile i vari compiti che oggi lo vedono protagonista».
E così gli ha chiesto di ritirare le dimissioni.
«Purtroppo ci siamo ritrovati alla guida di una macchina organizzativa ‘dissestata'», ripete sempre Mascia, «il che, dopo la prima rettifica d'emergenza, ora andrà sottoposta a una completa revisione e sarà mio compito e dovere guidare la coalizione in quell'opera di cui mi sono fatto garante con la città».
«Accanto a me», assicura, «ci saranno tutti coloro che hanno contribuito al risultato, compreso il capogruppo Sospiri, mio amico personale. La mia personale conoscenza mi consente di garantire che l'esperienza maturata e le capacità di Sospiri gli permetteranno di continuare a ricoprire i suoi incarichi in modo brillante».

ACERBO: «NON VOGLIO SPARARE SULLA CROCE ROSSA»

Per il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, invece, «il dibattito che divide la maggioranza» sul piano triennale opere pubbliche «si presta a una fin troppo facile polemica sul grado di improvvisazione di chi governa oggi. Non voglio però approfittarne per sparare sull'autoambulanza delle contraddizioni del centrodestra. Meglio cogliere l'occasione per lanciare delle proposte nell'interesse della città».
E Acerbo parte dalla questione oggetto di scontro tra Gianni Teodoro e Carlo Masci.
Il primo propone un tunnel che colleghi il traffico automobilistico delle due riviere, «in questa maniera il nostro lungomare diventerebbe un'autostrada», commenta Acerbo.
«Inutile dire che Rifondazione Comunista è contraria a tale ipotesi che tra l'altro cancellammo dalle previsioni del PRG con la nostra variante».
Ovvia quindi la sintonia con la posizione di Carlo Masci «che però», continua Acerbo, «non
aggredisce il tema della mobilità cittadina. Perchè non pensare a una soluzione che oltre a rappacificare il consiglio comunale potrebbe risolvere molte annose questioni della città?»
Per questo Rifondazione pensa allo spostamento del percorso della filovia, da Montesilvano a Francavilla, sulla riviera e in tal caso il tunnel sotto al fiume ipotizzato da Teodoro potrebbe avere qualche utilità».
I benefici per la città sono «immediatamente intuibili», secondo il consigliere: «avremmo un percorso rettilineo e senza attraversamenti e relativi semafori, di sicura bellezza panoramica
(chilometri di vista mare per la gioia di pescaresi e turisti), una riviera libera dal traffico e dal rumore, stabilimenti raggiungibili in pochi minuti da ogni parte della città».

PESCARA IN COMUNE: «TAVOLO CON ASSOCIAZIONI E CITTADINI»

«Se non ci fosse da piangere, ci metteremmo a ridere pensando a coloro che gestiscono la cosa pubblica», commenta Gianluca Vacca di Pescara In Comune.
«Masci ieri», continua Vacca, «ha prospettato parcheggi interrati e multipiani ovunque, chiusura non solo del centro (bene), ma del lungofiume e finanche della riviera nord; chiusura del mercato ittico e sua delocalizzazione. E questo mentre un alleato di Masci, Teodoro, spinge per la realizzazione di un'altra visione onirica, un tunnel per il passaggio auto sotto il fiume che collegherebbe il lungomare nord con quello sud. Insomma, le idee sono molto chiare all'interno della maggioranza».
In più, secondo Pescara In Comune «a nessuno è sfiorata l'idea di discutere con la cittadinanza di queste tematiche così impattanti per la vita degli abitanti, ciascuno pensa solo ad imporre il proprio progetto su quello degli altri, spesso anche dei propri alleati: l'importante è aver il proprio nome su qualcosa che ricordi l'amministratore in eterno a Pescara».
Vacca chiede così l'apertura di un tavolo di discussione con la cittadinanza e con le associazioni civiche interessate sui problemi di mobilità e sulle eventuali soluzioni da proporre, «come avviene ormai in sempre più città anche italiane».

02/11/2009 10.47