L’ex sindaco Bruno:«Angelucci dice falsità quando scarica le colpe su di me»

Alessandro Biancardi

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L’ex sindaco Bruno:«Angelucci dice falsità quando scarica le colpe su di me»
FRANCAVILLA. Alessandro Bruno, il sindaco di Francavilla al mare che precedette l'amministrazione di Roberto Angelucci, non ha gradito la ricostruzione che quest'ultimo ha fatto sulle condizioni di salute del Comune al momento del passaggio delle consegne.

«Non l'ho gradita – spiega il dottor Bruno – perché è nello stile spregiudicato di questo personaggio. Cioè fantasiosa, non ancorata alla realtà dei fatti e dei numeri, storicamente inesatta. Sul bilancio, sull'inquinamento, sui rimborsi-spese la verità è un'altra».
Da dove cominciamo?
«Possiamo partire dal Bilancio del Comune che la mia amministrazione ha lasciato in eredità – continua l'ex sindaco – non c'era una lira di debito. Non lo dico io, ma il Sole 24 ore. All'epoca il presidente del Comitato di controllo (il compianto giudice Romandini) effettuò un sondaggio tra gli oltre 100 comuni della Provincia e risultò che Francavilla era al primo posto per organicità ed efficienza, tanto che il risultato di questo screening fu pubblicato sul Sole 24 ore. Mi sembra che oggi le condizioni di salute del bilancio comunale dopo Angelucci siano molto diverse».
Lei viene accusato di aver lasciato un mare pieno di colifecali dal Lido Asterope alla Stazione.
«Ma quale inquinamento. Il nostro mare è stato sempre balneabile e se inquinamento c'è stato dipendeva non da noi, ma dagli scarichi a monte. Sulla salute del mare e sull'erosione della costa, come ben sanno i balneatori, la mia amministrazione si batté per ricongiungere le barriere degli scogli. Quanti viaggi ad Ancona, alle Opere marittime, o a Roma al Consiglio superiore dei Lavori pubblici... E tutti a spese mie: non c'è agli atti del Comune una richiesta di rimborso spese a mio nome. Al contrario di Angelucci, mi sembra».
Cioè lei viaggiava con la sua auto e a sue spese?
«Certo che sì».
E quante consulenze ha dato?
«Nessuna. Mi correggo: una sola, su indicazione della Regione per i Piani integrati e di recupero. Un incarico breve di 6-7 milioni dell'epoca per le pratiche regionali. L'attenzione a non fare debiti era quasi un'ossessione per la mia Giunta. Rinegoziammo anche i mutui con grandi risparmi. Ricordo anche, a proposito dei Piani di recupero, che il nostro fu accolto dalla Regione la quale, visto che gli altri comuni erano stati negligenti, voleva dirottare su Francavilla i fondi avanzati. Noi dicemmo no, per evitare altro cemento».
E l'hanno mandato a casa per questo?
«Sono stato “dimesso” da sindaco a metà legislatura per i contrasti sul Piano regolatore – spiega Bruno – la mia amministrazione non voleva altre colate di cemento sulla collina. Addirittura sollecitammo la Provincia, che aveva la competenza sul Prg, ad approvare il Piano anche se più restrittivo rispetto alla normativa e chiedemmo che alcune aree fossero retrocesse a zona agricola per evitare altre costruzioni. A Pretaro, dove c'era la zona industriale/artigianale, chiedemmo di trasformarla in abitativa con la possibilità di ricostruire esclusivamente le volumetrie esistenti, senza nessun incremento. La cosa non piacque e fummo mandati a casa».
Cosa ricorda di aver realizzato di tangibile in quel breve periodo?
«Il pontile con i fondi europei e la Variante. Il parcheggio di Santa Liberata, il completamento delle opere di urbanizzazione a Villanesi e la messa a norma di tutte le scuole. Ricordo però – conclude Bruno – che alle elezioni ci dicevano: non hanno fatto nulla, come potevano maneggiare soldi?...»
Su Roberto Angelucci che giudizio ha?
«No comment. Per il bene che volevo a suo padre».

Sebastiano Calella 30/10/2009 8.37

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