Spoltore, arrivano due nuovi assessori. Di Felice (Udc): «sono indignato»

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Sono due i nuovi assessori che si avvicendano nell’amministrazione comunale di Spoltore.
Pasquale Segamiglio prende il posto di Nelson Anzoletti, con le deleghe all' edilizia privata, edilizia residenziale pubblica, politiche comunitarie, attività produttive. Paolo Di Martile, entra al posto di Vincenzo Ricci, con deleghe all' ecologia, sanità, casa di riposo.
«E' un atto che risponde pienamente alla nostra programmazione, che prevedeva, dopo due inserimenti dal carattere strettamente tecnico, compiutezza al percorso politico amministrativo», ha assicurato il sindaco Ranghelli.
E non sono mancate polemiche per i nuovi ingressi.
«La nomina del nuovo assessore Di Martile proveniente da “Rialzati Abruzzo” fatta dal sindaco mi ha lasciato indignato», ha commentato Massimo Di Felice, consigliere Udc di Spoltore.
«Come già è accaduto per esponenti di “Alleanza Nazionale” assistiamo nuovamente alla nomina di assessori non eletti e non legittimati dal consenso elettorale».
La gravità, secondo Di Felice, sta «nel constatare che non esiste alcun accordo programmatico nell'interesse della collettività. Inoltre, occorre ricordare che “Rialzati Abruzzo” era nata proprio per contrastare il malgoverno di centro-sinistra regionale a cui tutti noi abbiamo assistito e che invece, in questo momento, fornisce la “ciambella di salvataggio” all'attuale amministrazione guidata dal sindaco Ranghelli, il quale continua a non interessarsi dei veri problemi dei cittadini e del territorio di Spoltore ma si preoccupa a rimpasti per rimanere a “galla”».
Critiche arrivano anche dal consigliere comunale e provinciale dell'Italia dei Valori Luciano Di Lorito sulle azioni proposte da Ranghelli per ridurre l'impatto ambientale dell'intervento della costruzioni delle torri sul fiume a Spoltore.
«La colpa è anche del sindaco», attacca Di Lorito, «quando aveva facoltà di assumere decisioni in consiglio comunale non l'ha fatto, ha preferito mettere la testa sotto la sabbia, rinviando sempre. Ranghelli e la sua maggioranza dovrebbero dimettersi e ammettere ai cittadini, già consapevoli, che non sono in grado di assumere alcuna decisione e “le torri” sono solo un esempio di tanti».
Di Lorito ha annunciato che «chiederà conto» al presidente Testa in Consiglio Provinciale, «e non ci fermiamo qui, perchè mi risulta che il commissario non potesse decidere, visto che esiste una volontà del consiglio di voler decidere, volontà che si evince da una nuova richiesta fatta il 16 ottobre u.s. di convocazione di un Consiglio Comunale sull'argomento».

29/10/2009 18.18