Il prossimo sindaco di Chieti:Di Primio sponsorizzato da Pescara, Toto abbandona

Alessandro Biancardi

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Il prossimo sindaco di Chieti:Di Primio sponsorizzato da Pescara, Toto abbandona
ABRUZZO. «Ritengo l’amico Umberto Di Primio il candidato naturale alla carica di sindaco del Comune di Chieti alle prossime amministrative».
«Si tratta infatti di un nome capace di garantire l'unità della coalizione e la vittoria, una personalità di spicco che ha sempre lavorato per la città. Personalmente non ho necessità di perorare la candidatura dell'amico Toto, in vista di sue eventuali dimissioni che mi consentirebbero di subentrargli nella carica di deputato, visto che ho già diversi incarichi che oggi mi impegnano per il mio Abruzzo».
E' quello che ha dichiarato il coordinatore provinciale di Pescara del Pdl, Lorenzo Sospiri, capogruppo comunale nel capoluogo adriatico e consigliere regionale, intervenendo sul ‘caso' Di Primio.
Le intenzioni del consigliere Sospiri saranno state sicuramente le migliori in appoggio alla candidatura a sindaco di Umberto Di Primio.
Ma a Chieti i lfatto che un candidato sindaco sia sponsorizzato da Pescara non è visto proprio benissimo, insomma è quasi un infortunio del tipo di quello di Enrico Di Giuseppantonio che perse qualche voto quando parlò di Lanciano e della Frentania come del cuore della Provincia.
«Perse qualche voto, ma vinse» si consolano i fans chietini di An, sempre più preoccupati che la lunga rincorsa alla candidatura possa bruciare Di Primio.
Un fatto è chiaro e incontrovertibile: l'ex vice sindaco di Nicola Cucullo è il candidato sindaco più titolato che An possa mettere in campo.
Ha lunga esperienza amministrativa, ha messo piede anche alla Regione (se pure per poco), si è sacrificato la scorsa elezione a favore di Enrico Rispoli, ha ottenuto promesse formali di candidatura da Mauro Febbo (che deve ricambiare anche il suo appoggio alla Regione) e da Fabrizio Di Stefano, è l'unico esponente di peso e di battaglia dell'opposizione al sindaco di Chieti uscente.
Basterà per arrivare a fare il candidato sindaco?
In politica le qualità non sempre sono un aiuto per i contorti sentieri che percorrono le scelte dei vertici.
Perché se è vero che la candidatura a sindaco dovrebbe tener conto delle richieste della base, è altrettanto vero che soprattutto in questo periodo (prima era lo stesso, ma il consenso era gestito diversamente e le imposizioni sembravano meno “imposte”) a decidere saranno i vertici regionali e nazionali del Pdl che non è An.
In pratica è assolutamente certo che Di Stefano difenderà Di Primio, ma è altrettanto vero che lo strapotere di An comincia ad essere malvisto dalla componente di Fi.
Che non a caso ha lanciato il nome dell'onorevole Daniele Toto, il quale non sembra interessato alla candidatura, non foss'altro per l'imbarazzante conflitto di interessi con il progetto del Gruppo Toto nell'area dello zuccherificio.
Proprio questo progetto potrebbe però essere il tallone di Achille di Umberto Di Primio, il quale non può più rivendicare qualche merito sulla vicenda.
Infatti, il centrosinistra di Ricci e Legnini è riuscito, con l'approvazione già avvenuta, a disinnescare questa mina e si presenterà agli elettori con questo risultato positivo per l'occupazione ed il rilancio della zona industriale.
Insomma uno scippo in piena regola che consegna al centrodestra un candidato, qualunque esso sia, azzoppato su questo versante.
A meno che, puntando su altri temi (come quelli della rappresentatività del ceto medio moderato da sottrarre all'abbraccio dell'Udc in agguato) il Pdl forzista non tiri fuori dal cilindro la candidatura a sorpresa di un personaggio della società civile al quale sarà molto difficile dire di no, sia da parte delle gerarchie politiche sia - soprattutto – da parte degli elettori.
E il nome già c'è.

Sebastiano Calella 30/10/2009 8.21

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