Mentre An litiga sul Difensore civico, Chiodi si rafforza

Alessandro Biancardi

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Mentre An litiga sul Difensore civico, Chiodi si rafforza
ABRUZZO. Calma piatta al gruppo regionale del Pdl, quello che doveva defenestrare Gianfranco Giuliante. Di questo infatti non se n'è nemmeno parlato.
Solite commissioni regionali per discutere di questo o di quell'argomento, una riunione interna alla presenza dell'assessore Daniela Stati, infine il pre-consiglio per esaminare l'odg da discutere in aula alla Regione.
Sfiducia, polemiche, fibrillazioni interne?
Tutto sopito, per l'intervento dei vertici nazionali del Pdl, assidui lettori del Manzoni: “Sopire, troncare, molto reverendo padre, troncare, sopire” (Promessi sposi, cap. 19°), raccomandava il Conte zio al padre provinciale dei Cappuccini mentre chiedeva il trasferimento di padre Cristoforo.
Lo stesso che è capitato alla richiesta di dimissioni contro Giuliante.
E l'attenzione si sposta di nuovo sulle nomine, in particolare su quella del Difensore civico avvocato Giuliano Grossi.
Il neo eletto non vuole assolutamente dimettersi perché non lo smuove affatto l'imbarazzo provocato nella maggioranza per la sua nomina “imposta” dall'alto, dopo la pubblicità per le sue vicende giudiziarie (il pignoramento per non aver pagato l'affitto).
Di qui l'idea improvvisa del presidente Gianni Chiodi: un provvedimento di autotutela.
Un'ipotesi venuta su proprio come quell'erba che trovi dappertutto e che nasce non si sa come, cioè il lapazio:«chi volesse proprio sapere se sia venuto da un seme maturato nel campo stesso, o portatovi dal vento, o lasciatovi cader da un uccello, per quanto ci pensasse, non ne verrebbe mai a una conclusione»(sempre Manzoni, Promessi sposi, 19° capitolo).

AUTOTUTELA PER EVITARE RISCHI PENALI?

In pratica la Giunta revocherebbe questa nomina per evitare eventuali ricorsi e problemi più complessi, anche di natura penale, ove fosse dimostrato che la votazione è avvenuta – secondo le notizie di stampa, confermate anche dalle testimonianze di chi era in aula in quel momento – senza la comparazione del curriculum di chi aveva fatto domanda per la carica.
Una specie di abuso d'ufficio a carico dei consiglieri elettori, con possibile richiesta di danni da parte dei “bocciati” senza esame.
Ma come si comporterà l'avvocato Nicola Sisti, difensore civico uscente, che aveva ben operato nel suo incarico sia a detta della maggioranza (la stessa che l'ha licenziato) che dell'opposizione?
Mistero.
L'avvocato Sisti, contattato, ha escluso la volontà di fare ricorso e non ha voluto rilasciare commenti:«Per 5 anni ho operato silenziosamente e fattivamente – si è limitato a dire – e non saranno le polemiche di questi giorni a farmi cambiare idea. Ho sempre tenuto un profilo basso e proprio per la carica che ancora ricopro, almeno fino al 4 novembre, non ritengo utile addentrarmi in queste che sono valutazioni politiche».
Ma un suo ricorso toglierebbe le castagne dal fuoco al presidente Chiodi ed alla maggioranza: «No, per il momento niente ricorso. Valuterò il da farsi più in là». Strana la mancata riconferma dell'avvocato Sisti: in precedenza era stata, infatti, approvata all'unanimità una leggina che prevedeva la riconferma del difensore civico uscente se non si fosse emanato un nuovo bando.
Ma all'improvviso il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, questo bando lo ha emanato, spianando la strada ad una nuova elezione e a quel Consiglio regionale che, secondo i partecipanti, doveva essere rinviato e che invece ha prodotto la nomina “su indicazione” dell'avvocato Grossi.
Il presidente Pagano sapeva?
Questa vicenda si inserisce in un momento di nomine in cui la meritocrazia invocata da Chiodi deve fare in conti con la real politik della nomenklatura del Pdl, soprattutto della componente ex An più interessata all'occupazione del potere e alla supremazia su Fi che alla gestione meritocratica della cosa pubblica.

FLORIS JUNIOR

Solo in questa ottica si giustificano, infatti, le ultime nomine, come quella (in quota An) dell'avvocato Armando Floris, figlio del sindaco di Avezzano: una variante monarchica o familiare della meritocrazia invocata da Chiodi, non nuova in verità nemmeno in Forza Italia.
Il giovane avvocato è stato indicato come vicepresidente della Tibus, la società partecipata dall'Arpa che gestisce a Roma il Terminal Tiburtino ed il cui primo presidente nel 1995 è stato l'onorevole Rodolfo De Laurentiis che all'epoca presiedeva l'Arpa.
Una nomina che sembra più ad uso interno di An (vecchi debiti politici con il padre sindaco) che ad una designazione che non c'è stata del coordinamento regionale del Pdl, di cui il giovane avvocato fa parte.
Allo stesso modo si giustificano anche le nomine in pectore, come quella alla Fira (sempre in quota An) dell'ex sindaco di Rapino, Rocco Micucci, carica nella quale sarà affiancato (nomini uno e prendi due) da un consulente esperto di finanza a 100 mila euro l'anno.
Insomma, per tornare alla nomina del Difensore civico, la sostituzione di Grossi con Sisti rimetterebbe al centro dell'azione di governo regionale la meritocrazia, da intendere però anche come capacità politica di interpretare ruoli istituzionali senza farsi prendere la mano dalle piccole polemiche di bottega.
Non giovano, infatti, al centrodestra regionale la tentata delegittimazione del capogruppo Gianfranco Giuliante, già avvenuta attraverso dichiarazioni di Lorenzo Sospiri e di Ricardo Chiavaroli che ne hanno chiesto le dimissioni e l'insistenza di Sospiri che, invece di fare il pompiere, preferisce le vesti del piromane e difende a spada tratta l'avvocato Grossi.
«La stanchezza sta facendo perdere la bussola al capogruppo – dice Sospiri - troppi impegni, troppa fatica, troppe responsabilità devono comprensibilmente cominciare a pesare sulle spalle del capogruppo il quale, forse assente alle riunioni di maggioranza per ragioni personali, prende lucciole per lanterne, addirittura attribuendo al centro-destra una politica di incarichi e poltrone che, spiace doverlo sottolineare, ha sempre contraddistinto il passato governo di centro-sinistra, oggi pronto a salire sulle barricate solo perché pretendeva che il governo Chiodi scegliesse uomini del Pd per incarichi di importanza strategica».
Nel merito invece Sospiri non ha nulla da obiettare.
Ma Sospiri ribadisce quello che è ormai un punto centrale (forse dolente):«l'incarico di Difensore civico è stato assegnato indiscutibilmente per curriculum e, nel caso specifico, il centro-destra ha scelto Giuliano Grossi, una lunga esperienza nel settore legale».
Dichiarazoni che sono il segno di nervosismo per una vicenda che alla fine si è rivelata un autogol per chi ha chiesto la testa di Giuliante e si è ritrovato il capogruppo più forte di prima.
Fino ad ora.
Forse si annuncia una stagione di pace alla Regione, con il presidente Chiodi che esce rafforzato dalla beghe interne di An e che sembra aver ritrovato a Teramo il feeling dei primi tempi con il senatore Tancredi.

Sebastiano Calella 22/10/2009 9.51


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