Pdl: «il declino di Ranghelli senza l’aiuto del Pdl»

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. L’amministrazione comunale di Spoltore «è una struttura asfittica, traballante, pronta a precipitare da un momento all’altro, evidentemente tenuta insieme esclusivamente da interessi di natura amministrativa». BIAGI: «PD NON SI RICONOSCE IN QUESTA AMMINISTRAZIONE»


Lo ha affermato il Coordinatore provinciale del Pdl Lorenzo Sospiri in merito alle ultime vicende «che stanno evidentemente politicamente dilaniando la città».
Sospiri ha assicurato anche che «nessun esponente di Alleanza nazionale o del Popolo della Libertà fa parte di quella struttura: lo stesso attuale assessore Santurbano non è più da tempo un rappresentante di An, ma ormai ha assunto da mesi una posizione da indipendente».
Per il capogruppo del Pdl al Comune di Pescara, quindi, quello che sta accadendo non avrebbe nulla a che vedere con presunte “manovre politiche” tra destra e sinistra, «ma sono piuttosto frutto di azioni autonome di singoli soggetti che stanno cercando di tenere insieme una parvenza di unione politica pronta a frantumarsi da un momento all'altro». Secondo Sospiri «a breve quell'amministrazione giungerà alla sua conclusione e si tornerà presto al voto».
Anche dall'Udc arrivano aspre critiche a quello che sta accadendo.
Per il consigliere Massimo Di Felice«non si possono sanare fratture profonde come quelle della maggioranza di centrosinistra, aggravate da mesi e mesi di litigi continui, con la sostituzione di qualche assessore o con una diversa ripartizione delle deleghe». De Felice si augura che si «prenda atto della situazione» e si ridia la parola ai cittadini, «i quali dopo oltre un anno e mezzo di non-governo della giunta Spoltorese, non capirebbero né possono accettare la solita politica dei rimpasti, delle ripartizioni delle deleghe, dell'inserimento in giunta di persone nemmeno elette che, vista l'esperienza in altre realtà, non porta mai ad un rafforzamento ed a un nuovo slancio per l'amministrazione, ma al protrarsi di una lenta agonia politica».

12/10/2009 9.43

BIAGI: «PD NON SI RICONOSCE IN QUESTA AMMINISTRAZIONE»


«Il Partito Democratico non condivide l'evoluzione di questa giunta e non si riconosce in questa amministrazione».
Lo afferma il commissario straordinario del PD di Spoltore, Bruno Biagi, che nei giorni scorsi ha incontrato - insieme con il segretario provinciale Antonio Castricone - il sindaco Franco Ranghelli, gli assessori e i consiglieri comunali per riaffermare la posizione del partito.
«Sin dal momento della elezione della nuova Presidenza del Consiglio Comunale, assegnata negli accordi politici da te promossi, e di cui siamo venuti a conoscenza a cose fatte, a rappresentanti della destra che non fanno mistero, legittimamente, di questa loro appartenenza, abbiamo detto con chiarezza che in tal modo si snaturava l'originaria maggioranza di centrosinistra, l'unica nella quale il Pd possa riconoscersi», spiega Biagi in una lettera inviata a Ranghelli, sottolineando ancora una volta «la necessità di ricomporre un più compiuto quadro di centrosinistra nell'assetto degli organi comunali nel quale tutto il Pd possa riconoscersi, è stata più volte evidenziata da parte nostra. Tutto ciò nella consapevolezza che occorreva ed occorrerebbe superare – nel quadro di reciproche garanzie – la diffidenza che è nata fra diverse componenti del partito a causa di errori compiuti da più parti e che di certo non sono da noi ignorati e sottovalutati, pur nell'ansia di unità che da parte nostra cerchiamo di riaffermare».
Nella lettera inviata al sindaco Ranghelli, Biagi manifesta il suo forte disappunto per il fatto che «l'ingresso in giunta di esponenti della destra era già stato stabilito al momento della intesa da te raggiunta e sancita in agosto per i nuovi assetti della Presidenza del Consiglio Comunale. Lo sconcerto per quel che mi riguarda, ma non solo per me, è a questo punto doppio: non solo per il contenuto, ma anche per il fatto che di tale vincolo nell'assetto della Giunta conseguente all'accordo per la Presidenza del Consiglio tu non ne abbia mai riferito nei diversi appuntamenti politici che abbiamo avuto. Non mi riferisco tanto ai colloqui personali – ma anche questo fa parte di un correttezza di rapporti, non solo politici, che fra noi bisognerebbe avere, specie quando si è in dissenso politico – ma essenzialmente a due importanti momenti di coinvolgimento del partito: l'assemblea cittadina del 17 settembre – convocata proprio sulle questioni amministrative – ed i congressi di circolo che abbiamo avuto il 30 settembre».
«Credo», chiude Biagi, «che gli iscritti al partito avrebbero avuto il diritto di sapere, valutare e decidere se tutto ciò fosse giusto e coerente con la linea politica generale del Pd, che certo non segnala differenze su tali fondamentali questioni neanche fra le tre mozioni politiche che si sono confrontate al congresso».

12/10/2009 14.41