Priorità della ricostruzione, scontro a distanza Chiodi- Costantini

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Prima il lavoro, poi la ricostruzione delle case e poi ancora le chiese». E' questo, secondo il consigliere dell'Idv, Carlo Costantini, il criterio guida per la ricostruzione, che fu lo stesso della Regione Friuli Venezia Giulia, all'indomani del terremoto.
«Sarebbe davvero utile poter applicare anche da noi questo criterio guida», ha replicato subito il presidente Gianni Chiodi, «ma è valido solo laddove i tre elementi citati non siano interdipendenti».
«Forse in Friuli», ha spiegato meglio il governatore, «ciò è avvenuto, ma all'Aquila la situazione è ben diversa e tra i molti numeri della tragedia sarà sufficiente ricordare che gli sfollati sono arrivati alla sconcertante cifra di oltre 70 mila».
Costantini ha sottolineato però che bisogna partire dalla consapevolezza «che senza un lavoro, senza la ripresa delle attività produttive, un tetto, per quanto confortevole, non poteva bastare a rimettere insieme la popolazione».
E a L'Aquila il lavoro è anzitutto l'Università, il vero motore dell'economia locale, ieri, oggi e ancor più domani.
«Come Commissario delegato alla ricostruzione degli edifici pubblici mi sono attivato da subito per risolvere i problemi dell'Università», ha ribattuto Chiodi, «coinvolgendo sia il Ministero che i massimi vertici dell'Ateneo aquilano, e abbiamo ottenuto già significativi risultati. Sono stati già resi disponibili grazie al lavoro del mio ufficio 40 milioni di euro per la ricostruzione urgente delle strutture universitarie».
Ma a Costantini non basta: «la residenzialità degli studenti universitari è probabilmente l'unica competenza regionale che Chiodi non è riuscito a scaricare su Bertolaso: per chiunque abbia conosciuto in questi mesi Chiodi non è un caso, quindi, che a pochi giorni dall'inizio delle attività didattiche, rispetto agli ottomila alloggi necessari per gli studenti, ne risultino recuperati solo 212 e neppure dalla Regione, ma direttamente dall'Università».
«Non è possibile requisire alloggi ed espropriare terreni per edificare alloggi provvisori per gli studenti», ha detto ancora Chiodi, «non perché ciò fa "arrabbiare i proprietari e non fa andare in televisione", come dice il Consigliere Costantini, ma perché colpirebbe a morte il centro storico ricostruito e perché la possibilità di dare un tetto a tutti gli sfollati, anche oltre il progetto CASE, sarebbe gravemente minacciata. Resta comunque la possibilità di sostituire l'offerta privata per gli studenti esistente prima del 6 aprile con altra offerta privata come, per esempio, campus studenteschi sui quali è possibile lavorare ma con il consenso del Comune dell'Aquila per l'individuazione delle aree disponibili».
Ma per Costantini il vero problema è che «Chiodi ha fatto per 6 mesi l'hostess di Berlusconi e degli altri capi e capetti del PDL giunti a L'Aquila per i riflettori delle televisioni, mentre Pagano, per non essere da meno, ha costretto il Consiglio Regionale a occuparsi, oltre che di cravatte e di nodi delle cravatte, solo di commemorazioni, di ringraziamenti, di cerimonie, come quella che ha imposto per l'ennesima volta al Consiglio Regionale anche per la seduta di martedì 6 ottobre».
Ma «il bello», secondo l'esponente dell'Idv, «arriverà quando ci sarà dato modo di fare chiarezza anche sugli appalti e sul gigantesco vortice di denaro che ha girato e continuerà a girare per i prossimi anni attorno alla ricostruzione».
E su questo punto Chiodi rassicura Costantini: «l'obiettivo trasparenza, con i dati degli appalti, è un mio personale obiettivo».



03/10/2009 11.07