Dal conclave della maggioranza il futuro della regione

Alessandro Biancardi

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Dal conclave della maggioranza il futuro della regione
IL REPORTAGE ABRUZZO. Cielo plumbeo al mattino sul conclave del centrodestra regionale che ha riunito all'Hotel Sporting Villa Maria di Francavilla al mare tutti i consiglieri e gli assessori del presidente Chiodi. * CHIODI:«DIMINUIREMO LA SPESA: COSI’ CONQUISTIAMO LA FIDUCIA DEL GOVERNO» * GIULIANTE:«NELLA RICOSTRUZIONE NON CANCELLEREMO LA STORIA»
Ma la minaccia di pioggia non ha rovinato l'incontro, che all'inizio sembrava a metà tra gita scolastica e picnic: tutti molto sereni, tutti molto “squadra” attorno ai tavoli del porticato.
E a sera tutti soddisfatti a casa, con un “arrivederci a presto” che chiarisce meglio di ogni altra dichiarazione la soddisfazione per i risultati «della giornata di informazione e formazione politica ed amministrativa, di confronto sui problemi. Finalmente», ha commentato una partecipante.




CONSIGLIERI A RUOTA LIBERA

Sotto gli ombrelloni accoglienti del giardino c'è tempo per più di un concistoro tra i cardinali del Consiglio regionale, in attesa di Gianni Chiodi che arriva con un po' di ritardo - ma non tanto - rispetto al capogruppo Giuliante che ha firmato gli inviti: lui ha convocato tutti alle 10, ma non si fa vedere prima delle 11,30 per non meglio precisati impegni a Pescara centro.
Abbigliamento casual del presidente, in tono con la location turistica.
Con la sala ancora vuota, il materiale cartaceo e le penne depositati dietro una siepe, si sfogliano i giornali, si commentano le notizie (internet è solo sui telefonini, perché qui per collegarsi alla rete si paga un voucher) si approfitta di qualche battuta spiritosa per ingannare l'attesa, mentre qualcuno (il senatore Fabrizio Di Stefano, che è stato il primo ad arrivare) si apparta ad un tavolino per tessere chissà quali strategie con Giuliante (la nascita in Abruzzo di una corrente Matteoli?) e per parlare a lungo con Argirò.
«Emì, Niki si è lamentato per la nomina a sub commissario di Di Nardo».
«Lo dicesse a me – risponde Nasuti – così glielo spiego meglio».
Argirò minimizza: «avrei preferito parlarne più a fondo».
Arriva anche il senatore Pastore. Nessun problema e nessun mugugno per l'attesa.

ARRIVANO QUASI TUTTI

Via via arrivano alla spicciolata prima alcuni consiglieri, poi gli assessori: Federica Carpineta, tra le prime e le più diligenti e Giandonato Morra, abbottonatissimo sulla Saga quanto ai nomi dei possibili presidenti:«Girano nomi del tutto infondati», commenta.
Anche Umberto Di Primio e Mario Amicone? (quest'ultimo si farà vedere solo dopo, nella pausa pranzo)
«Non faccio nomi. Per la Saga posso solo dire che la Regione ha deciso di pagare subito 1 milione e 300 mila euro delle sue quote sociali proprio in vista dell'assemblea per il rinnovo del Cda».
Ci sono (quasi) tutti: Luca Ricciuti, Riccardo Chiavaroli, Lorenzo Sospiri, Emilio Nasuti, Nicoletta Verì, Federica Chiavaroli molto dispiaciuta per il furto dei computer nel suo Istituto scolastico Mecenate, Lanfranco Venturoni, Angelo Di Paolo, Niki Argirò, Tonino Prospero e a seguire gli altri (teramani compatti), compreso l'assessore Alfredo Castiglione (che esibisce un peso forma invidiabile e soprattutto stabile). L'assessore Di Dalmazio, dato per assente, arriva verso la fine della mattinata.
Nazario Pagano si divide con il “Premio Antonio Russo”, in una sala vicina.
In ritardo anche il senatore Filippo Piccone, come sempre sorridente poco prima dell'inizio dei lavori. Tiene banco la sanità e Venturoni spiega che ci sono ancora troppi debiti e non condivide le polemiche sulla mancanza di infermieri al Pronto soccorso di Chieti: «E' la Asl che ha più personale in rapporto con la popolazione – commenta – gli infermieri ci sono».
C'è speranza per i precari?
«Non lo decido io, la spesa per il personale è rigida».



ARRIVA GIANNI CHIODI: CAFFÈ, FOTO RICORDO E PRIME INDISCREZIONI

Non è però tempo perso quello dell'attesa, soprattutto quando arriva il presidente: caffè al bar, foto ricordo, prime indiscrezioni su come vanno le cose a Roma sui fondi Fars e su quelli Fesr, sul piano di rientro sanitario, sulle future strategie del Piano energetico regionale e sulle norme urbanistiche di Pianificazione per il governo del territorio.
Che sono poi i primi due punti all'odg del conclave, seguiti dalle norme per il commercio e per l'artigianato e dal riordino delle comunità montane.




Il clima è disteso e si inizia con i complimenti per Giuliante:«bravo, hai saputo scegliere una bella location».
Baci e abbracci anche tra il senatore Di Stefano e il consigliere Alessandra Petri «così non si dice che siamo nemici».






POMERIGGIO PIENO, STOP IN SERATA E «ARRIVEDERCI A PRESTO»

Pausa pranzo alle 13,45 e ripresa dei lavori alle 15,30 circa, per finire alle 20,30 passate. Poi tutti a casa, con l'impegno di rivedersi a breve, magari entro la fine di ottobre, «perché il metodo funziona».
Insomma, ad evitare incertezze nell'aula consiliare, i progetti più importanti saranno esaminati prima per arrivare compatti alla discussione ed all'approvazione. Come è avvenuto per la delibera sulle 4 Asl, unico argomento non all'odg, ma che per mezz'ora è stato affrontato per autocomplimentarsi sulla tenuta notturna della maggioranza.
E se la mattinata si era chiusa sul commercio («ci stavamo quasi incartando, poi la pausa pranzo ha sbloccato tutto», commenta un assessore), quasi tutto il pomeriggio se n'è andato per le Comunità montane: un taglia e cuci di alta scuola, con accorpamenti, divisioni, future leadership, tanto che i problemi urbanistici sono slittati ad altra data. Conclusioni infine affidate a Chiodi, Piccone e Di Stefano.
Quasi del tutto assenti i soliti curiosi, un rapido passaggio di un paio di Tv, solo Michele Russo (fresca nomina alla Gtm) si intrattiene a lungo con Chiodi «ma non sulla filovia». Si affaccia anche qualche imprenditore che non sembra abruzzese, ma ha un appuntamento preciso.
Qualcuno lo nota e si allarma per un eccesso di prudenza: «tranquillo - sussurra all'amico di partito un consigliere esperto - siamo a Villa Maria in una riunione di lavoro, non è mica una festa...»

Sebastiano Calella 03/10/2009 9.42

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CHIODI:«DIMINUIREMO LA SPESA: COSI' CONQUISTIAMO LA FIDUCIA DEL GOVERNO»

«Per i Fondi Fars sono molto ottimista. Sono sicuro che ce li daranno»: è la prima indiscrezione “fuori onda” di Gianni Chiodi, appena arrivato al conclave di Villa Maria. C'è voglia di conoscere le ultime trattative romane.
Il presidente sorseggia un caffè, è rilassato, ha voglia di scherzare con i suoi fedelissimi. Saluta affettuosamente Nicoletta Verì, si concede alle foto con Berardo Rabuffo e Emiliano Di Matteo, suoi fedelissimi di Teramo.
«Presidè – lo blocca Di Matteo – ti debbo dire un sacco di cose di Teramo. Tutti si vengono a “confessare” da me e mi pregano di farti sapere. Debbo approfittare di stamattina, sennò resto in arretrato».
«Una foto, facciamoci una foto insieme», lo incalza Rabuffo che è stato tra i primi ad arrivare.
Qualcosa da dirgli ce l'ha anche Walter Di Bastiano.
«Sui fondi Fesr anche mi auguro che arrivi qualcosa, lo hanno fatto per l'Umbria e per le Marche, spero che lo faranno anche per l'Abruzzo».
Il riferimento è ai finanziamenti per gli investimenti produttivi e per le infrastrutture che rendono possibile il mantenimento dell'occupazione e al sostegno alla piccola e media impresa.
«E' vero che le Marche e l'Umbria ne hanno usufruito, ma nel 1997 c'era un'altra situazione economica. Ma state tranquilli, ci stiamo muovendo».
Più complesso il quadro delle difficoltà romane nel settore sanità.
«Si parla sempre di patto per la salute, il problema vero è il Fondo sanitario nazionale. C'è il rischio di un conflitto Stato-Regioni, perché secondo noi presidenti il fondo è sottostimato – racconta Chiodi – il Governo resiste con forza perché non c'è fiducia nelle capacità locali di invertire il trend della spesa. E poi il Governo a buon gioco a dimostrare le varie difformità: non è possibile che una protesi o una prestazione costi 5 da una parte e 50 – sempre la stessa – in un'altra Regione. Non dimentichiamo che l'Abruzzo è stata la prima regione ad essere commissariata, ma ci sono grossi problemi in Campania, Calabria, Sicilia e altrove. La mia proposta: ribaltare il trend e dimostrare al Governo che siamo in grado di invertire la dinamica della spesa, arrivando ad un segno positivo. Forse allora ci daranno maggiore fiducia».
E così il Piano di rientro, troppo rigido, potrà essere cambiato?
«Non dobbiamo essere i sindacalisti della regione – spiega il presidente – certo dobbiamo spiazzare il Governo, essere molto rigorosi, razionalizzare le spese della sanità, quelle del personale in primis, magari attraverso la mobilità che ci può consentire di allocare meglio le risorse umane».
Ma quale è il significato della giornata di oggi, del conclave?
«Tra noi c'è una forte tensione riformista e dobbiamo dare seguito al nostro programma – conclude Chiodi – gli abruzzesi hanno bisogno di percepire che c'è in atto un cambiamento della politica e dell'amministrazione. Debbono ritrovare la fiducia nelle istituzioni regionali. Per ottenere questo forse saremo costretti anche a scelte impopolari, ma è sicuro che non licenzieremo nessuna legge omnibus, con i soldi a pioggia. La nostra prima preoccupazione è la situazione finanziaria che è nota a tutti: ma intanto siamo riusciti a conservare lo stesso rating di prima del terremoto. Il che non è avvenuto per tutti. Il clima disteso, direi molto composto di stamattina, fa ben sperare per i lavori di oggi»

s.c. 03/10/2009 9.45

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GIULIANTE:«NELLA RICOSTRUZIONE NON CANCELLEREMO LA STORIA»

Si fa presto a parlare di ricostruzione. Oggi il post-terremoto non è più l'emergenza abitativa. Il concetto di ricostruire va tarato secondo il tema che vogliamo affrontare: case, uffici pubblici, monumenti?
Passato il primo periodo, prima fase fino al 31 dicembre, oggi dobbiamo guardare al dopo, con il presidente Chiodi come commissario della ricostruzione identitaria: parola di Gianfranco Giuliante, in una pausa del conclave di Francavilla.

Ma è vero che all'Aquila si pensa ad un governo cittadino di salute pubblica, cioè in accordo tra sinistra e destra?
«Il sindaco Cialente su questo aspetto è un po' ondivago – spiega Giuliante – subito dopo il sisma, quando forse ce n'era bisogno, disse no. Adesso che la sua maggioranza è in frantumi dice ni. Forse poi dirà si. Intanto spunta l'ipotesi di una Giunta civica di tecnici con obiettivi concertati. Ma le notizie che mi arrivano fanno pensare che forse anche questa ipotesi salta».

La vostra idea di ricostruzione?
«L'Aquila è una città speciale, quindi la sua non può che essere una ricostruzione identitaria: la storia non si può cancellare. Si tratta di mixare le scelte emergenziali con la ricostruzione vera. Penso, ad esempio, che le attuali case di emergenza date ai cittadini senza tetto domani potranno essere usate come cittadelle di servizi, case dello studente, oppure destinate all'ospedale».

E le polemiche sulla gestione della Protezione civile che spesso ha escluso dai lavori le ditte locali?
«Il loro meccanismo di intervento è un altro – sottolinea Giuliante – hanno elenchi di ditte abilitate agli interventi con somma urgenza, fornite delle tecnologie più avanzate, pronte a muoversi immediatamente. Purtroppo le ditte abruzzesi, per lo più piccole, non hanno tecnologia avanzata e tempi di reazione di questo tipo».

Si è polemizzato anche sui costi di costruzione delle case appena consegnate, si parla di 2.700 euro a mq…
«Certamente le case antisismiche e con turni di lavoro di 24 ore continue costano di più. Non mi sembra che si sia parlato anche di questi aspetti».

Il ruolo della Regione?
«Abbiamo affrontato l'emergenza ora stiamo riprendendo in mano la gestione normale, sempre con un occhio a tutto il cratere, ma direi a tutto l'Abruzzo post terremoto. Perché si tratta pur sempre di un'emergenza acuta all'aquila e nel cratere, ma le conseguenze si sono sentite in tutta la regione. Il conclave di oggi va proprio in questa direzione: si tratta di calibrare il rapporto gruppo consiliare-Giunta per ripartire senza esitazioni. Mi sembra che siamo sulla strada giusta e che c'è grande sintonia con il presidente Chiodi».

La riunione di oggi è una risposta al “Cantiere” di Di Stefano?
«Sono due cose diverse. L'amico Fabrizio ha creato una struttura culturale dialogante con la società civile, il conclave serve al Gruppo per dialogare al suo interno e con la Giunta. Ma l'uno non esclude l'altro, anzi si sostengono a vicenda».

s.c. 03/10/2009 9.48