Il sindaco Cialente rimane senza Rifondazione: «c’è poca trasparenza»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Poca trasparenza, scelte non condivise, ma prese comunque anche senza l'accordo generale degli assessori comunali. Una serie di malumori e di vedute discordanti che hanno determinato l'uscita di Rifondazione comunista dalla giunta Cialente.



Così da oggi la maggioranza in consiglio comunale dell'Aquila non potrà contare sui voti del partito che con una mossa a sorpresa, ma già nell'aria da tempo, produce il suo strappo.
L'annuncio è arrivato in una conferenza stampa convocata dal segretario provinciale, Fabio Pelini, per spiegare le motivazioni che hanno portato alle dimissioni dell'assessore Antonio Lattanzi, con deleghe allo Sport, al Commercio e ai Gemellaggi.
«Per la ricostruzione serve un piano di interventi e di vigilanza», ha detto il segretario regionale di Rifondazione comunista, Marco Fars, il quale ha aggiunto: «leggi e statuti avrebbero permesso al sindaco dell'Aquila e della macchina comunale, di poter preservare un'autonomia di fronte al potere centralizzante della Protezione civile».
Fars critica l'impostazione metodologica di intervento.
«Sin dai primi mesi dell'emergenza - ha spiegato - avevamo segnalato la necessità di intervenire con moduli abitativi provvisori e di procedere alla requisizione delle case sfitte per far fronte alla carenza di alloggi, sapendo bene che il progetto C.a.s.e. non avrebbe di per sé fornito una risposta esauriente. Nelle ultime settimane anche se la Protezione civile non ha ammesso l'errore, sta di fatto procedendo con i Map e le requisizioni».
Dal Prc arrivano anche segnalazioni sulle graduatorie degli alloggi, mentre continuano le proteste al Dicomac.
«Non è affatto normale - ha sostenuto il segretario provinciale, Fabio Pelini - che la graduatoria di assegnazione pubblicata non contenga i punteggi. Non è indice di trasparenza, specie se si parla di 'algoritmo gioiello' e poi, inspiegabilmente, figurano nell'elenco errori come codici fiscali ripetuti».
«Con profondo dolore riconsegno nelle mani del sindaco le deleghe assegnatemi - ha spiegato Lattanzi -. Una scelta che è dettata dal senso di responsabilità nei confronti della macchina comunale».
Le dimissioni arrivano in un momento delicato per la macchina amministrativa del Comune.
«Abbiamo assistito alla nomina dei vari Consigli di amministrazione delle municipalizzate - ha detto Lattanzi - senza che queste scelte fossero condivise, per non parlare poi della vicenda Tancredi. Avevo chiesto poi - ha aggiunto - di soprassedere alla ristrutturazione dell'ente comunale varata a fine agosto, in quanto ritenevo che meritasse il 'plenum' della giunta e invece si è andati avanti producendo malumori, confusione, ritorni al passato e promozioni discutibili».
L'uscita di Rifondazione dalla maggioranza, secondo i suoi rappresentati locali, è soprattutto dettata dall'impossibilità di condividere scelte importanti prima e dopo il sisma.
«In questo contesto - ha sottolineato Lattanzi - l'episodio dei trasferimenti senza preavviso di impiegati provenienti dai miei uffici parte del direttore generale Massimiliano Cordeschi sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso».
23/09/2009 15.44