A Francavilla l’Idv proclama lo "stato di agitazione"

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. Proclamato lo “stato di agitazione” nella Giunta comunale di Francavilla al mare.



Poi – eventualmente – si passerà allo sciopero vero e proprio. A decidere l'insolita forma di protesta, applicata normalmente dai sindacati nelle vertenze di lavoro, è l'Italia dei valori, partito che ha sostenuto da sempre, fin dalla prima ora, la Giunta Di Quinzio nella quale è presente con l'assessore Massimiliano Di Pillo.
Secondo Mario Giangiacomo, coordinatore cittadino dell'Idv, «non è venuta meno la fiducia nel sindaco: noi siamo alleati fedeli, ma in questo momento un po' disturbati da certe situazioni che si stanno creando. In particolare chiediamo di essere più coinvolti nelle decisioni che contano e di non conoscere le delibere all'ultimo minuto. Abbiamo come l'impressione che ci siano consiglieri del sindaco che contano di più e consiglieri che contano di meno. Chiediamo solo pari dignità».
Ma la vostra è una critica ai contenuti delle decisioni o alla forma?
«L'Idv crede molto nella partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti e nella realizzazione condivisa del programma elettorale – continua Giangiacomo – fino ad oggi abbiamo condiviso ed apprezzato lo sforzo di Di Quinzio di riportare nella legalità la gestione della cosa pubblica. Fermo restando questo principio, sapere prima e discutere del piano triennale dei lavori pubblici o delle decisioni sullo scioglimento delle società partecipate o della scelta di questo o quel direttore eviterebbe la sgradevole impressione di esser chiamati solo a ratificare decisioni già prese da altri, magari anche condivise, ma non partecipate».
In particolare cosa chiedete al sindaco?
«Di contare nelle scelte come gli altri – conclude Giangiacomo – di discutere di più, di condividere le delibere consapevolmente, insomma una regìa più partecipata delle operazioni in corso e pari dignità politica».
E' per questo che ad una delle ultime Giunte il vostro assessore non era presente?
«Il sindaco sa che, per esempio, abbiamo firmato il Bilancio quasi a scatola chiusa, vista l'urgenza del momento e la necessità di andare avanti – conclude Giangiacomo – ma la nostra non può essere ritenuta una firma in bianco ed a prescindere. Abbiamo dimostrato di essere una forza responsabile, non abbiamo fatto capricci per avere più assessori: di noi il sindaco si può fidare e noi ci fidiamo di lui. Lo stato di agitazione serve solo a sottolineare la richiesta di maggiore coinvolgimento nell'amministrazione».

s.c. 16/09/2009 10.58