D'Amico(Pd):«Altro che dissesto, dicano quello che di buono abbiamo fatto»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Nessuna polemica sterile e inutile con il presidente Di Giuseppantonio e con la sua maggioranza, ma è doveroso qualche elemento di chiarezza e di replica a quanto detto sulla delibera di riequilibrio finanziario adottata dal consiglio provinciale».

Così Camillo D'Amico, capogruppo del Pd, commenta le vicende del “dissesto si dissesto no” della Provincia di Chieti.
«Innanzitutto il voto di astensione responsabile», spiega, «non è stato dato con leggerezza, come qualcuno ha strumentalmente spiegato, ma c'è stato perché non abbiamo dimenticato che sino a 3 mesi fa eravamo maggioranza. Perciò, nell'attesa di avere certezza e contezza dell'elenco dei debiti proposti ed inseriti in delibera che noi abbiamo documentalmente contestato in forma e contenuto, non abbiamo voluto dire una parola definitiva. Tant'è che avevamo proposto, in commissione e in consiglio, di sdoppiare il partito di delibera e chiedere ulteriori approfondimenti sia per l'I.C.I. che si dovrebbe ai comuni (Gissi e Santa Maria Imbaro) che per l'IRAP per i lavoratori interinali, al cui proposito abbiamo chiesto e suggerito di rivolgere un specifico e formale quesito all'Agenzia delle Entrate».
Per D'amico la situazione di bilancio sarebbe complessa, «ma non catastrofica perché l'anno corrente si chiuderà in sostanziale pareggio, l'amministrazione ha ben 16 milioni di euro di lavoro finanziati dalla Regione Abruzzo per lavori pronti da appaltare, molti i cantieri aperti e le opere pubbliche da avviare da noi lasciati in eredità».
«Colpiscono negativamente», aggiunge, «i toni liquidatori usati sulle due grandi scommesse che abbiamo lasciato per il futuro ossia a) la valorizzazione della costa teatina, b) ed il campus tecnologico in Val di Sangro che rappresentano un certo e sicuro volàno di sviluppo ed occupazione su cui bisogna solo credere ed investire. Al riguardo le risorse sono anche pronte e disponibili perché individuate nell'ambito dei fondi comunitari FAS sui quali sinora la Giunta regionale di centro – destra non ha risposto alle tante sollecitazioni che noi facemmo quando eravamo maggioranza. La nostra speranza è che ora, amministrando il centrodestra l'intera filiera istituzionale, si liberino risorse finanziarie per i territori facendo ripartire l'economia e costruendo infrastrutture da troppo tempo attese, visto che, al nostro cospetto, si è di fatto bloccata la macchina amministrativa regionale e il sisma Aquilano del 6 Aprile scorso è stata un'ottima via d'uscita a giustificazione. Ma per il sisma non si era parlato di risorse aggiuntive e straordinarie? Sorprende, inoltre, l'assoluto silenzio del centro – destra rispetto al fatto che, la nostra amministrazione, ha mantenuto inalterate tutte le voci d'imposizione diretta (Imposta Provinciale di Trascrizione, quota enti locale dell'Enel, quota RC auto) facendo sì venir meno entrate al bilancio corrente e per gli investimenti, ma salvaguardando le tasche dei cittadini. Il che, in un momento di difficoltà economica come quello corrente, ritengo sia stata cosa utile e lungimirante. Se tutto questo è mistificare fatti e realtà sono contento di farlo».

11/09/2009 9.11